Page 239 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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LE  FORZE  ARMATE  F  LE  ESPLORA/IONI  GEOC;RAFIUIF                   223

        Legato  da  amicizia  personale  al  colonnello  britannico  Charles  George  GOI'don,
        (noto  come  GOI·don  Pascià)  che  aveva  conosciuto  a  Costantinopoli,  fu  da  questi
        invitato, nel  1873, a  prendere parte all'impresa che gli  era stata affidata dal gover-
        no  inglese  di  riordinare  amministrativamente  il  Sudan,  effettuarne  l'esplorazione
        geografica  e  cercare  di  reprimere  la  tratta  degli  schiavi.  Nominato  maggiore,
        Gessi  raggiunse  Gordon a  Khartull1  e  ricevette,  fra  l'altro,  l'incarico  di  risalire  il
        Nilo e verificare se  il  fiume  nasceva dal lago Alberto:  Il  7  marzo 1876, in  compa-
        gnia  di  Carlo  Piaggia,  Gessi  lasciò  Dufile  con  due  piccole  imbarcazioni;  il  15
        marzo  raggiunse  il  lago  e  ne  effettuò,  per  primo,  la  difficile  circumnavigazione
        rilevandone,  sommariamente,  la  topografia.  Rientrò  a  Dufile  il  23  marzo.  Non
        soddisfatto per i riconoscimenti egiziani, Gessi  dette le dimissioni e  rientrò in  Ita-
        lia  ove  progettò  una  grande  esplorazione  dell'alto  Nilo.  Mancando  gli  appoggi
        finanziari,  ripiegò su  una spedizione dal  Nilo Azzurro nel  paese dei  Galla  (Abissi-
        nia).  Assieme  a  Pellegrino  Matteucci,  partì  il  19  gennaio  1878  da  Khartul1l  rag-
        giungendo  Fadassi,  dalla  quale  non  fu  possibile  proseguire  e  dovette  rientrare  a
        Khartum.  Gordon, ora governatore generale del Sudan, gli  offrÌ il  comando delle
        operazioni  militari  contro Suleiman  pascià,  uno schiavista che si  era  sollevato.  Il
        18  luglio  1878  Gessi  lasciò  Khartum  impegnandosi  in  una  campagna  difficile  e
        penosa.  Dopo un anno di  operazioni  riuscì  a  catturare  il  ribelle,  che  fece  fucilare
        il  15  luglio  1879,  e  iniziò  a  riordinare  la  provincia  del  Bahr  al-Ghazali,  con  il
        titolo di  Pascià.  Il  ritiro e  la  sostituzione di  Gordon lo spinsero a chiedere di  rien-
        trare. Solo il  16 settembre  1880 Gessi  riuscì  a imbarcare su  un vecchio vapore sul
        quale ridiscese  il  Bahr al  Ghazali in  una lunga e  penosa navigazione, su  un fiume
        spesso ostruito dalla rigogliosa vegetazione acquatica, con sofferenze e disagi  ine-
        narrabili patendo la  malattia e  la  fame.  Dopo cinque  lunghi  mesi,  e  l'invio di  un
        battello di  soccorso, raggiunse  Khartum  il19 gennaio  18 81  nonostante le  cattive
        condizioni cii  salute partì per Berber e  raggiunse Suakin, giungendovi il  20 aprile.
        A Suez fu  ricoverato in  ospedale ove si  spense il  30 maggio. Alla stessa spedizio-
        ne  nel  Bahr cl  Gazali  parteciparono altri  ufficiali  italiani:  Giacomo  Bartolomeo
        Messedaglia (2l,  e  Gaetano Casati  (3).  In  qualità di  ufficiali  al  servizio del  Gover-
        no  egiziano  lasciarono  relazioni  delle  loro  vicende  militari  e  dei  loro  viaggi  e



             (2)  Mcsscdaglia  (1846-1893)  soldato,  partccipò,  com c  scrgente,  alla  campagna  del
        1866.  Lasciò  l'Esercito italiano  ncl  1869.  Nel  1878  si  recò  in  Egitto  per collaborarc con  Gor-
        don.  Durantc  la  rivolta  del  Mahdi,  rientrato  ncll'Escrcito  anglo-cgiziano,  comc  colonnello,
        prcse parte alle csplorazioni di  1\0111010  Gessi.
             (3)  Casati  (1838-1902),  prcse parte, come volontario, alla gucrra del  1859 c,  come uffi-
        ciale,  a  quclla  dci  1866.  Promosso  capitano  nel  1 H79,  lasciò  succcssivamente  l'Escrcito  italia-
        no.  Portato in  Sudan, esplorò il  bacino dcll'Uellc.  Nel  1883, assicmc al  russo YUllkcr,  raggiun-
        sc  Lado,  nella  provincia Equatorialc,  lungo un  nuovo  itinerario.  Ncl  1888, per  primo,  intravi-
        de il  massiccio del  Ruvenzori.
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