Page 236 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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            e  in  denaro,  dando  a  tali  esplorazioni  il  sostegno  pratico  necessarIO  e,  prece-
            dentemente,  non  facilmente  ottenibile  dai  singoli  esploratori;  peraltro  tali
            Società  contribuivano  a  divulgare  sui  giornali  e  con  appositi  libri  i  risultati
            delle  esplorazioni  da  loro  sollecitate  e  sostenute  e  ne  sfruttavano,  quindi,  i
             risultati  raggiunti.




                 Il  nuovo Stato si  trovò lIella  necessità di  affrontare i ll10lteplici interessi che gli
            derivavano  dai  precedenti  impegni  degli  stati  preunitari,  fra  i  quali  la  difesa  degli
             interessi delle centinaia di  migliaia di  persone che costituivano il  flusso  emigratorio
             italiano  che,  a  partire  dai  primi  decenni  dell'Ottocento,  si  erano  dirette  verso  le
            Americhe.  Ciò comportò l'invio e  la  presenza  di  navi  "stazionarie" anche  a  prote-
             zione  del  cOll1mercio  esercitato  con  golette  e  bastimenti.  Queste  unirà  da  guerra
             permetlevano  di  sfruttare  le  conoscenze  degli  ufficiali  per  acquisire  informazioni
             anche geografiche e,  quindi, si  svilupparono sell1pre  più, gli  interessi scientifici.
                 Il  primo  giro  del  mondo  di  una  nave  italiana  fu  effettuato  nel  1866-1868
             dalla  pirocorvetta a  elica Magenta  (capitano di  fregata  Vittorio Arminjon),  con a
             bordo anche  il  professor Enrico  I-1illyer  Giglioli  che  fomÌ  informazioni geografi-
             che, zoologiche, mineralogiche e hotaniche.
                 Il  7  aprile  1868  partiva  da  Genova  la  corvetta  a  elica  Prillcipessa  Clotilde
             (capitano  di  fregata  Carlo  Alberto  Racchia)  che  continuò,  in  Estremo  Oriente,
             l'opera  affidata  alla  precedente unità.  Una  relazione  del  comandante relativa alla
             storia del  Siam  fII  pubblicata sul  Bollettino della Società Geografica.
                 11  19  dicembre  1872  lascia  Napoli  la  corvetta  a  ruote  Govern%   (capitano
             di  fregata  Enrico  Accinni),  impegnata  in  un  viaggio  cii  circumnavigazione  che
             deve  ampliare  e  completare  gli  studi  precedentemente  intrapresi.  Dopo  essere
             stata  per un certo periodo nave stazionaria in Cina e  Giappone, la  nave  rientn')  a
             La  Spezia il  28 ottobre  1874.
                 Il  primo  impulso  allo  sviluppo  di  una  politica  coloniale  fu  dato  dallo  stesso
             Cavour  che sovvenzionò  la  Società  di  navigazione  Rllbattino  per  una  nuova  linea
             Genova-Tunisi,  e  per  l'appoggio  dato  al  cardinale  Guglielmo  Massaja  che  operava
             in  Etiopia, spingendolo a  favorire  i contatti, per lo meno economici, fra  i due paesi.
             ~8 marzo  1868,  il  già  citato  Rubattino,  in  vista  dell'ormai  prossima  apertura  del
             nuovo  canale  di  Suez,  propose  al  ministro  clelIa  Marina,  ammiraglio  Augusto
             Riboty,  l'istituzione di  una nuova linea celere che collegasse Genova ad Alessandria
             d'Egitto, per poi  proseguire per Bombay.  In  vista di  tale prolungamento, la  Rllbatti-
             no acquistò, il15  novembre  1869, il  punto di  sbarco e di  appoggio di  Assab,  pril110
             possedimento oltremare del  nuovo  Regno,  base  del  futuro  impero coloniale  italia-
             no. La  linea con l'India fu  inaugurata, l'II  maggio 1870 dal  piroscafo Africa.
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