Page 231 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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LA  MARINA  NEGLI  ANNI  TRA  IL  XIX  E  IL  XX  SECOLO  - GRANDEZZA,  DIIIATTITI  E  CRISI   215


             Esistevano naturalmente anche considerazioni più  utilitaristiche alla  base  di
         detto  sforzo  organizzativo  e  logistico  compiuto  dalla  Regia  Marina  nelle  acque
         del  Mediterraneo orientale.  Esse erano riconducibili  all'importanza geostrategica
         di  Creta - distante  meno di  centosessanta miglia dalle coste libiche - nell'ipotesi
         di  una futura  occupazione  italiana della Cirenaica e della Tripolitania,  cioè degli
         unici appetibili e raggiungibili territori  nordafricani ancora non occupati da Pari-
         gi  o da Londra e rimasti sotto la sovranità turca.  Non a caso nel marzo 1897, nel
         bel  mezzo  della  crisi  di  Creta, il  capo  dell'Ufficio  di  Stato Maggiore della  Regia
         Marina trasmise al  ministro - all'epoca il  noto  Benedetto Brin - un ampio dOClI-
         mento intitolato ''Azione offensiva contro la Tripolitania", che tra l'altro ipotizza-
         va sbarchi a Tripoli, Zuara, Bengasi e Tobruk (22).
             Prima  però  che  le  due  regioni  della  Libia  fossero  effettivamente  invase
         nell'ottobre del  1911, alcune navi della  Regia Marina fecero sentire vivamente la
         loro  presenza anche  nelle acque  dell'Estremo  Oriente,  proprio  in  concomitanza
         con i fatti  di  Creta.  In  quelle lontanissime regioni  infatti l'Italia cercava da tempo
         non soltanto di  allacciare rapporti commerciali e di plomatici, ma perfino di occu-
         pare o affittare un territorio su  cui costruire una colonia penale, simile alla triste-
         mente famosa Cayenna francese.
             Infine, dopo che il  sopracitato ammiraglio Napoleone Canevaro era divenu-
         to addirittura ministro degli  Esteri del  gabinetto Pelloux  (29  giugno  1898), sem-
         brò matmare la possibilità di  ottenere dall'Impero cinese una prestigiosa "conces-
         sione"  del  tipo già  attribuito alle  altre  Potenze,  identificandola  nella  baia  di  San
         Mun nella  provincia  del  Cekiang.  L'umiliante  rifiuto  del  pm debole governo  di
         Pechino di  accedere a tale richiesta italiana (marzo  1899) e il  discredito di Roma
         nei confronti di Londra, che si  era esposta inizialmente a nostro sostegno e che si
         ritenne  tradita  e  offesa  dai  confusi  bizantinismi  dei  diplomatici  italiani,  fecero
         indietreggiare  il  nostro  prestigio esattamente di  tre  anni,  cioè  ai  giorni  di  Adua.
         Ciò annullò gran parte dei  meriti  acquisiti  dal  nostro Paese  nel  corso della  quasi
         contemporanea  vicenda  di  Creta,  per  di  più  con  l'ammiraglio  Canevaro  quale
         comune protagonista (23).
             Un  parziale  recupero  del  prestigio  nazionale  nella  stessa  area  dell'Estremo
         Oriente  fu  l'aggiunto  in  seguito  alla  partecipazione  italiana  alla  repressione
         dell'esplosione xenofoba  matmata in  Cina  nel  "]  900 e conosciuta come rivolta  dei



             (22)  Sull'intcra viccnda vcls.  E.  Albcrini, La  Marina  italiana a  Creta:  Il  potere mari/-
         timo  in  fUllzione  della  politica  estera  (1896-1899),  Roma,  Ufficio  Storico  dclla  Marina
         Militarc,  1998.
             (23)  Pcr  i particolari  vcls.  G.  Borsa,  "La crisi  italo-cincse  ciel  marzo  1899  nclle  cartc
         ineditc dci ministro Canevaro", in  I/IJOlitico, dicembre  1964.
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