Page 202 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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            occuparsi  di  tutte  le  minute  questioni  che  interessavano  la  vita  della  piccola
            comunità.  L'ufficiale  bianco  quindi  non  era  soltanto  un  comandante  di  uomini,
            era anche un funzionario giuridico-amministrativo.
                Naturalmente per gli  ascari  era importante sapere che,  dovendo partire per
            una  spedizione  militare,  l'autorità  militare  avrebbe  continuato  a  vigilare  sulle
            loro famiglie (8).
                Moltissimi  ufficiali  italiani,  e  citiamo  soltanto  l' Arimondi,  il  Toselli,  il
            Gamerra,  il  Galliano,  il  Prestinari,  erano addirittura  idolatrati  dai  loro soldati  a
            dimostrazione che il  regime disciplinare era sostanzialmente accettato.
                Il  maggiore Pietro Toselli  "merita di  essere ricordato soprattutto per quanto
            pensò,  ideò  e  realizzò  anni  prima  della  sua  morte  gloriosa.  Egli  si  nutrì  delle
            polemiche democratiche ed  ebbe piena conoscenza di  quanto andavano meditan-
            do coloro che  ponevano al  primo  posto  il  rispetto  dell'Altro,  pur incontrato  in
            territorio coloniale africano. Le meditazioni di  Pietro Toselli  non sono da ritener-
            si a questo riguardo elemento fortuito o tutto da  provare ( ... ).  Nel  1889 il Toselli




                (8)  Sull'argomento è illuminante una  lettera indirizzata dal  capitano Mulazzani al colon-
            nello Pecori-Giraldi nel  maggio  1897: "( ... ) Mi  permetta sig. Colonnello di  parlare di  una que-
            stione  importantissima  che  li  riguarda  [gli  ascari]  assai  e  che  è  stata  ed  è  causa  continua
            d'inconvenienti e di  malumore. Quella degli  accaparramenti. Finora non si  è data molta impor-
            tanza, specialmente dagli  ufficiali  nuovi,  alla  circostanza  che  l'ascari  per lo  pitl  ha  famiglia.  F,
            bene  o  è  male  che  l'ascari  abbia  moglie  e  figli?  veramente  data  la  questione  di  fatto  sarebbe
            inutile  perdere  del  tempo  in  oziosi  ragionamenti.  lo  però  sostengo  senz'altro  che  in  questi
            paesi  e con  questa gente  è  un  bene  perché  se  non  altro  è  un  pegno della  loro  fedeltà,  ma  vi
            sono molte altre  ragioni  morali  ed  economiche  che  qui  sarebbe  troppo  lungo  enumerare.  Ad
            ogni  modo  siccome  l'hanno e  noi  lo  permettiamo  (o  lo  subiamo)  credo  sarebbe  un'opera  di
            carità ed anche  un  dovere  tenerne  conto e  non  far  mostra  di  nulla.  Entro senz'altro  nel  nodo
            della  questione.  Ciascuna  compagnia  indigena  dovrebbe  avere  il  suo  campo  stabile,  sacro  ed
            inviolabile. Possibilmente ogni  ascari ammogliato dovrebbe avere il  suo tucui.  Nei  casi  di cam-
            biamento di sede le famiglie degli ascari non dovrebbero lasciare il  loro vecchio accampamento
            prima che nella nuova sede fosse  pronto l'altro. Se  una compagnia si  assenta temporaneamente
            le  famiglie  non dovrebbero essere  mosse per alcun  motivo dai  loro tucul  per far  posto a nessu-
            no.  Una compagnia che arriva nuova in  una sede non deve occupare gli accampamenti indigeni
            disponibili  se  non  dopo  che  sono  stati  completamente  evacuati.  ( ... )  Gli  accampamenti  dai
            quali gli ascari sono assenti per servizio dovrebbero essere oggetto della pitl severa sorveglianza
            per  impedire che vi  si  introducano degli  estranei  e  molestino  le  donne.  I reparti  di  passaggio
            non dovrebbero mai  e poi  mai  essere ammessi a pernottare negli  accampamenti indigeni anche
            se  dovesse cadere la  grandine grossa come uova  di  gallina.  Quando l'ascari  fosse  sicuro che in
            ogni  caso sulla sua  famigliola,  sul  suo tucul  veglia  la  sollecitudine  paterna dei superiori, egli  li
            seguirebbe colla sua solita spensieratezza e giovialità da Cassala a Mogadiscio e da Mogadiscio
            all'Amba  Alage.  L'ascari,  per  la  sua  natura  avventurosa  sta  meglio  in  marcia  che  a  casa,  ma
            naturalmente come ogni uomo ha la  mente  più  libera quando sa  che i suoi  sono al  sicuro e che
            al  ritorno gli correranno incontro festosi.  Si  rabbuia  invece quando gli  raccontano i soprusi e le
            prepotenze subite  in  sua  assenza  ed allora  pensa  con sollievo al  giorno prossimo del  congedo
            quando potrà tornare libero e padrone al  suo villaggio".
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