Page 64 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1861-1914) - Atti 24-25 settembre 2002
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48 ""èIW CROCIANI
Se oggi il brigantaggio è sentito come un problema anzitutto di politica
interna, come la manifestazione di una profonda crisi sociale, all'epoca questo
aspetto era considerato di secondo piano. Per il nuovo - ed ancora incerto - stato
unitario il primissimo problema era quello di evitare complicazioni di carattere
segue Ilota:
e pubbliche condanne sarebhono necessarie ad esempio di tutti, la massima tolleranza è praticata.
Lo stato di questi paesi, è veramente deplorevole. Ogni giorno ricevo dai miei Ufficiali rivelazioni
che mostrano il male profondissimo. Le cause del brigantaggio non sono nell'oro solo, e nelle
cospirazioni; né esso col rigore si potrà estirpare. Si cura l'effetto e non le cause. L'origine, è
soprattutto nelle inimicizie feroci che in ogni paese dividono i pochi signorotti, fra loro. J più ric-
chi sono chiamati borbonici dai meno ricchi, e qucsti s'intitolano liberali, per rendersi forti con
questo nome, e poter dcnunziarc gli altri c sfogarc l'invidia e la vendetta per antiche prepotenze
sofferte da quelli, durante il cessato governo borbonico, che era govcrno di partiti, e dove l'oro
assicurava l'impunità. I partiti si fanno nella plebe dei clienti, e se ne giova all'occasione per spin-
gerli al saccheggio degli avversari - e così nasce, e si alimenta il brigantaggio. I signorotti sono
padroni delle cariche comunali, e dei gradi della Guardia Nazionale. Di quelle si servono per
sperperare il denaro del Comune, di questi per dominare. La plebe è manomessa in ogni modo:
arrestata, taglieggiata e derubata con usure scandalose. Una donna arrestata perché vendeva len-
zuola militari state derubate, mi diceva essere rovinata col sequestro delle lenzuola, giacché il
denaro con cui faceva il commercio l'aveva da un tale di Fratta a cui pagava 5 grana alla settima-
na per ogni scudo; 240 per cento! I contadini che negli scarsi ricolti prendono in imprestito una
misura di grano, ne devono restituire l'anno dopo parecchie. Quindi l'odio dei contadini pel
signorotto, è un altro fomite di brigantaggio. A l'rei a citare molti esempi dei disordini che produ-
cono il brigantaggio. A Fondi due fratelli Conte, andavano latitanti pel solo timore del vecchio
Sindaco, prepotente. Cambiato il Sindaco, uno si presentò più libero. L'altro cominciò ad uccide-
re il bestiame del Sindaco, e ad estirpare le viti per vendetta; così compromesso, finì per catturare
sulla pubblica via tre abitanti di Fondi, a cui fecc mozzarc la tcsta per antichi rancori, ed ora è
così detto Capitano nella banda Chiavonc. Ad Itri vcnne da mc un contadino a denunziare il più
ricco del paese, dicendo mandassc viveri ai Briganti, ed aver visto csso stesso i viveri, averne man-
giati coi Briganti, etc. etc.; messo in confronto, confessò aver fatta una falsa denunzia, spinto da
un Uffiziale della G.N. d'Itri. A Campo di Mele, il Capitano della Guardia Nazionale fù nei mesi
addietro catturato dai Briganti. Rilasciato accusò i veri Briganti, e dippiù vari contadini per odi
privati, ed uno di questi che io conosco, lo trassc a Santa Maria da buon camcrata, dopo aver
cenato insicme, andò dal Qucstore e lo accusò quale brigante, si fece proditoriamente arrestare,
finché fù mandato libero, riconosciuta la calunnia. A Pastena, il Capitano della G.N., antico
denunziaI"<> ai Borboni, si chiamò liberale col nuovo regime, s'impadronì del grado senza che nes-
suno glielo conferisse, battezzò il rimanente del paese col nome di retrogradi, armò una mezza
dozzina di vagabondi, catturò, accusò. Ho ricevuto una reclamazione dei Canonici del paese con-
tro di lui. Il rimedio sarebbe una buona amministrazione politica e giudiziaria. Ma ho detto in
principio cosa siano i Delegati di P.S.; in assenza di queste l'Autorità Militare deve arbitrarsi in
molte cose che non le spettano, e commette un grave male, per evitarne dei maggiori. Quanto ai
Tribunali, io non accuserò leggermente, ma a Rocca Guglielma per es. girano in libertà individui
che la voce pubblica accusa cii essere gli assassini di tali, e tali persone nelle sessioni passate. Essi
dicono pubblicamente aver avuta l'impunità sborsando denari. Ora il popolo non ha quindi fede
nei Tribunali, e cerca piuttosto nella vendetta la giustizia, e poi si dà al brigantaggio. lo prego V.
E. a voler mettere l'opera sua, perché almeno quegli scandalosi abusi dei funzionari che vengono
riconosciuti non restino impuniti". Affermazioni simili erano fatte dal generale Brunetta
d'Usseaux (busta 4, p. 117) o, assai più tardi, nel 1869, dal comandante della Zona Militare di
Vasto e Lanciano che scriveva che "i ricchi proprietari ... sono perversi in ogni cosa e la causa di
tutti i guai" (busta 134, fascicolo 4, carta 6) e ancora "tal fatto indica un profondo male sociale,
ed in poche parole, è la rivolta del povero contro il ricco" (busta 134, fascicolo 5, carta 43).