Page 318 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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alle quali non si sapeva come porre rimedio, e la fame, sempre più nera, come il
mercato che alimentava. E pareva irrimediabile la tragica situazione nei Balcani,
con centinaia di migliaia di combattenti avviati ad un triste destino.
La "politica" aveva ormai perso ogni significato fra i civili, come la guerra
fra i militari.
Alcune annotazioni
L'indifferenza ai mutamenti politici del 25 luglio, ci riporta indietro nel tem-
po, all'avvento del fascismo. Come era successo nel 1943, anche nel 1922 le
componenti militari e civili del Paese vissero con indifferenza il cambio di go-
verno, seguito all'incruente "colpo di Stato", la marcia su Roma. Asetticamente
cosÌ descritta nelle memorie storiche del 1922 del Comando di Corpo d'Arma-
ta di Roma: "nella giornata del 27 ottobre fu indetta dal Partito Nazionale Fa-
scista la mobilitazione di propri squadristi allo SCopo di assumere il Governo
dello Stato. Successivamente anche il Partito Nazionalista ordinò la mobilitazio-
ne delle camicie azzurre. Il 29 si formò il nuovo Ministero ed il 3 O i fascisti e i
nazionalisti - circa 60.000 - entrarono a Roma. Nei primi giorni di novembre
hanno luogo in Roma numerose manifestazioni patriottiche organizzate dai fa-
scisti, quali una importante sfilata di camicie nere ed azzurre davanti al Quiri-
naIe alla presenza di S.M. il Re e l'omaggio solenne reso alla tomba del Milite
Ignoto da parte di tutti i membri del nuovo Governo" (36).
Ordinarie giornate e cronache (oggi sono più cruente le cronache degli in-
contri di calcio), se non fosse per gli "incidenti" capitati all'Esercito, segnalati
nella memoria e consistenti nell'asportazione (o consegna?) di armi nelle caser-
me di Siena, Spoleto, Perugia, Orvieto, "restituite poi successivamente", come
annota la stessa memoria.
Un'indifferenza che in entrambi i casi meriterebbe approfondite analisi, dal
basso, dalla parte degli effetti. Forse si capirebbe perché il consenso si tramutò
in dissenso, o forse si capirebbe se fu vero consenso o soltanto adesione, ras-
segnata o meno, secondo tipici atteggiamenti fatalistici di buona parte del ge-
nere umano di fronte ad eventi che sono ritenuti inevitabili. Forse l'adesione è
un "sentimento" più aderente a spiegare repentini mutamenti di rotta; forse,
ma in mancanza di adeguate analisi continuerò, in questo contributo, a definire
il fenomeno "consenso".
(36) AUSSME, fondo Memorie Storiche, registro Al, Memorie Storiche del Corpo d'Armata
di Roma del 1922.

