Page 323 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL  NUOVO  ORDINE MONDIALE
                   AMBIZIONI  E  REALTÀ  DELL'ITALIA  FASCISTA



                                                               ROMAIN  H.  RAINERO



            Anche se  nei suoi  sviluppi  cronologici  e  nei  suoi  aspetti  militari generali,  la
         politica del fascismo  nella seconda guerra mondiale risulta abbastanza nota, lo è
         meno  quell'insieme  ideologico  che  ha  fatto  da  substrato  all'insieme delle  scelte
         dell'Italia nel  periodo  immediatamente  precedente e  durante  il  conflitto a  pro-
         posito delle future  opzioni che, con la vittoria, si  volevano realizzare.  Coerente-
         mente, gli storici hanno ritenuto di poterne individuare alcuni caratteri evocandone
         il  nome suggestivo  di  Nuovo  Ordine Mondiale che  il  fascismo  parve privilegia-
         re al riguardo, specialmente per quanto riguarda la propria manipolazione dell'opi-
         nione  pubblica  dell'Italia  fascista.  Sappiamo  peraltro  che  le  attese  fasciste  circa
         una ridistribuzione geopolitica del  mondo erano molte, ma si  può dire  che  pre-
         valente era la  tendenza,  per il  governo italiano,  a volere insistere su  altri agget-
         tivi  da  congiungere  al  termine  di  Nuovo  Ordine.  Essi  erano  di  Nuovo  Ordine
         Europeo, oppure di  Nuovo Ordine Mediterraneo, oppure di  Nuovo Ordine Afri-
         cano,  oppure ancora  di  Nuovo  Ordine Arabo,  in  attesa  di  registrare  un  Nuovo
         Ordine Asiatico, di  origine nipponica. Ma ciò che va  notato subito, è che questi
         progetti erano, sotto molti  aspetti,  in  netta contraddizione gli  uni  con  gli  altri.
         A Roma, e nei centri del potere fascista, non si coltivavano sempre identiche spe-
         ranze  e la vittoria,  ritenuta nel  1940-41  ormai alle porte, moltiplicò i piani ed i
         propositi  circa  il  tornaconto  dell'Italia,  a guerra vinta.  Cinsieme  di  questi  con-
         traddittori  propositi  del  regime  fascista,  nei  confronti delle  sistemazioni  da  rea-
         lizzarsi  alla  conclusione  yittoriosa  della guerra,  si  può  riassumere  nell'equivoca
         dizione del  nuovo ordine ma definire, in  modo corretto e completo, quest'ideo-
         logia appare  quasi  impossibile,  tanto vario  appare il  ventaglio  delle  "soluziGll1i"
         che, sotto quest'etichetta, veniva illustrato e ritenuto sicuro premio alla  vittoria
         dell'Asse,  definita "inevitabile".
            A questo  riguardo,  va  detto subito  che  il  regime  fascista  non mancò di  ali-
         mentare ufficialmente  quest'incertezza, alle  prese com'era con forze  discordan-
         ti  e  contraddittorie  che  tutte  pretendevano  di  rappresentare  il  vero  significato
         del fascismo  nel mondo futuro  e l'ofJtimum  delle sistemazioni previste. Appare
         anche chiaro che le  scelte erano ben  lungi  dall'essere definite o  definitive, e che
         ad ogni centro di  potere del  regime, e quasi ad  ogni gerarca importante del  par-
         tito,  corrispondeva  una  versione più  o  meno  ambiziosa  di  questi  orientamenti.
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