Page 325 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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IL NUOVO ORDINE MONDIALE:  AMBIZIONI  E REALTÀ  DELL'ITALIA  FASCISTA   307


         Carlo Giglio,  Raffaele  Micaletti,  Gigi  Maino,  Edoardo Zavattari,  Carlo  Zaghi,
         Piero Bernasconi ed altri  ancora, i  quali  scrissero  abbondanti e  contraddittorie
         versioni della  propria idea  di  Eurafrica.

            Una data fondamentale per individuare, per l'Italia, il  varo di quest'idea ap-
         pare essere il  30 novembre 1938. Da una parte Mussolini chiariva al  Gran Con-
         siglio  del  Fascismo,  ciò  che  chiamava "le linee  direttive  del  dinamismo fascista
         negli  anni  a  venire",  e  riguardava  una  serie  di  espansioni-rivendicazioni-com-
         pensi,  mai  prima di  allora  cosÌ  chiaramente indicati (2).  Andavano dalla  Tunisia
         al  Ticino, dall'Albania a  Istanbul.  Lo stesso giorno, alla  Camera dei  deputati, il
         ministro degli  Esteri, Ciano pronunciava il  famoso discorso sulle "naturali aspi-
         razioni  del  popolo italiano" che indicavano, questa volta  in  una sede pubblica,
         l'inizio  di  una  vera  politica espansionistica  dell'Italia  fascista.  In  date successi-
         ve,  queste  "mete" mutarono abbandonando certi traguardi,  Nizza e Savoia per
         esempio, per abbracciarne altre, a conferma ufficiale della mutabilità delle scel-
         te  mussoliniane,  mutabilità  che  si  riscontra  anche  nei  vari  commenti,  in  parte
         ufficiali,  di  altri  autori.  I!  4  febbraio  1939, sempre  davanti  al  Gran  Consiglio,
         l'idea del  duce  si  allargava:  " ... Bisogna  tendere all'Oceano ...  Si  tratta  di  con-
         giungere  le  nostre  terre  africane  del  Nord  all'impero  etiopico  e  di  sboccare
         sull'Oceano Indiano.  Oppure sboccare sull'Oceano Atlantico attraverso Algeria
         e Marocco ... Accenno alla Grecia, Turchia, Egitto, Stati da considerarsi tra i ne-
         mici  de  W espansione italiana ... ".
             E poco dopo, Paolo Orano poteva pontificare:  "I! Nuovo Ordine Mondiale è
         dunque il  fine  preciso della nostra rivoluzione, che consiste nell'esserci  noi situa-
         ti  nella sfera viva  degli eventi, preveduti, auspicati, voluti da decenni ... e travali-
         ca dai suoi confini di ieri per entrare nella risoluta fase  dell'imperialismo ... " (3).  E
         Vito  Panunzio a  ribadire:  "Questa guerra  non è  fine  a  sé  stessa,  ma è  fine  esclu-
         sivamente ad un Nuovo Ordine politico, sociale ed economico, ad un Nuovo Or-
         dine  fondato  sulla  pace  e  sulla  giustizia ...  Non  avverrà  come  per  il  passato ... di
         presentarci  incerti  e  titubanti  con  improvvisazioni  più  o  meno felici,  ma  ci  pre-
         senteremo (a  guerra vinta)  sotto ogni aspetto ferratissimi  ed agguerritissimi" (4).



             (2)  In  una  precedente riunione MussoIini  aveva  confermato  l'ampiezza delle ambizio-
         ni  del  suo  programma:  «Il  fascismo  non teme  un  combattimento che deve decidere le sor-
         ti  dei  continenti», dalla III  Prefazione agli  Atti  del  Gran Consiglio, in  «Popolo d'Italia»  del
         lO  luglio  1938.
             (3)  P.  Orano, Verso  UI1  Nuovo Ordine MOl/diale,  in  "Annali dell'Africa Italiana",  1940,
         voI.  IV,  p.  22.
             (4)  V.  Panunzio,  Punti (ermi /Jer  il  Nuovo  Ordine,  in  "Critica Fascista",  H  setto  1940,
         p.396.
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