Page 319 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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.LA PROPAGANDA DELLA NAZIONE ARMATA 301
Oltre all'indifferenza iniziale e all'accettazione, non esistette in seguito all'av-
vento del fascismo una reale e pericolosa opposizione al regime, se non le "fasti-
diose" e sparute "attività sovversive" di gruppi politici messi al bando, o le rare
manifestazioni di piazza contro il carovita dei primi anni Venti, insignificanti al
confronto delle adunate oceani che che il fascismo avrebbe mosso. Le relazioni sul-
la situazione della pubblica sicurezza, dell'ordine e dello spirito pubblico, compi-
late in quegli anni dagli organi di polizia e informativi, militari e civili, sono monocordi
sulla situazione, definita sempre "buona, generalmente buona, soddisfacente".
Soltanto il problema degli allogeni fu costante preoccupazione, a livello politico
come a livello militare.
Le stesse, citate relazioni, registravano soltanto come insignificanti ele-
menti di disturbo, incidenti di percorso, l'attività dei partiti clandestini, limi-
tata al volantinaggio e alla stampa occulta di qualche foglio politico. Perché,
in definitiva, i provvedimenti sociali concreti adottati dal fascismo, come l'as-
sistenza e le mutue, o la realizzazione di grandi opere pubbliche che erano fon-
te di lavoro e trainavano l'economia della nazione, ebbero ripercussioni notevoli
sull'atteggiamento delle masse e sul consenso. E in tale situazione la realizza-
zione della nazione armata trovava fertile terreno, come l'accettazione delle
guerre volute dal fascismo.
Altro dato interessante che emerge, dall'esame globale dei documenti dal 1935
al 1940, è che non furono sollevate né dal Paese, né dai combattenti, proteste e
dissensi di preoccupante rilievo.
I mutamenti interni ed internazionali, l'occupazione dell'Albania, l'ammassa-
mento di truppe alla frontiera iugoslava, l'atteggiamento ostile dei francesi (37), le
previsioni di una guerra generalizzata, le tensioni per il rincaro dei prezzi che ero-
deva il potere d'acquisto della lira, gli inasprimenti fiscali, il razionamento dei vi-
veri, incominciarono a minare la "fede" cieca nel fascismo e nella Nazione Armata
di civili e militari soltanto alla vigilia della seconda guerra mondiale, e fecero cre-
scere lamentele, che erano però ancora a livello di l11ugugno.
A pesare sull'atteggiamento delle masse e sul consenso non furono le guerre,
ma probabilmente altri eventi, come le inique leggi razziali, che in Italia discri-
minarono e bollarono molti che avevano creduto nello stato fascista e nelle Co-
lonie suscitarono ansie e preoccupazioni in quanti avevano guardato all'Italia
come la loro vera patria.
(37) Non mancarono alla frontiera con la Francia fenomeni contraddittori, come l'af-
fratellamento in alcuni tratti di truppe da montagna, che causarono preoccupazioni al duce
e provocarono dure minacce contro quanti non avessero represso tale fenomeno.

