Page 404 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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386 VITTORIO ALVINO
2. La organizzazione della nazione in guerra
In merito all'organizzazione pratica con la quale la nostra Nazione affrontò
l'emergenza "guerra" molto è stato scritto, specialmente in termini "a posterio-
ri". Inizialmente tutti riconobbero la validità della legge 21 maggio n. 413, con
la quale ad imitazione di quanto realizzato nel 1915, si creava il Sottosegrariato
di Stato per le Fabbricazioni di Guerra (Fabbriguerra), affidato al generale Fava-
grossa. Questi ha affidato alla stampa la memoria di quel periodo (5).
E bisogna riconoscere che accanto ai valorizzatori dell'opera del generale non
pochi sono i detrattori che basano il proprio convincimento soprattutto sulla cir-
costanza che la produzione effettiva dei principali strumenti bellici (mezzi terre-
stri, navi ed aerei) rimase affidata ai vari Ministeri interessati esercitando effettivàmente
il Sottosegretariato solo funzioni di coordinamento e non per tutte le produzio-
ni. Il che probabilmente era vero se aggravandosi i problemi sulla condotta delle
operazioni, si giunse alla ridefinizione delle funzioni del Fabbriguerra operate con
i R.D. 12 gennaio 1942 n. 213 e 264.
Venivano soprattutto ampliati gli organici (operazione endemica per qualsia-
si italica gestazione) ma permanevano sia l'autonomia sia la responsabilità delle
commesse dei singoli Ministeri interessati. E qui si rimane un po' perplessi te-
nendo presenti le brillanti doti pianificativo-organizzative del Sottosegretario.
Invece (6) sembra sia stato lui stesso a non voler mutare tale indirizzo.
Solo con i R.D. 6 febbraio 1943, n. 24 e 12 febbraio 1943, n. 25 (ma ormai
la guerra era praticamente perduta) venne costituito il Ministero della Produ-
zione bellica, al quale gli altri Ministeri cedettero le competenze per la gestione
delle commesse. Ma anche qui una puntualizzazione perfettamente italiana. Non
si realizzava un organismo che poteva e doveva occuparsi di tutto (analogamente
a quanto realizzato dai principali paesi in guerra a cominciare dalla Germania).
La nuova struttura doveva occuparsi solo del completamento dei sistemi di arma
la cui produzione restava di competenza dei Ministeri.
(5) Carlo Favagrossa "Perché perdemmo la guerra", Milano, Rizzoli, 1946.
(6) In merito alle nuove attribuzioni del Fabbriguerra ed alla possibilità di ottenere la re-
sponsabilità delle commesse, il Favagrossa a pago 39 del suo volume così si esprime: "Ad onor
del vero, Mussolini aveva insistito al principio del 1942, sulla possibilità di assumere l'onere del-
le commesse dei ministeri delle Forze Armate. Per ragioni varie ho allora rappresentato il peri-
colo che tale trapasso poteva provocare. Con tale trasferimento si sarebbe provocata una crisi
grave in un periodo particolarmente delicato ed i danni sarebbero stati superiori ai vantaggi".
Non si riesce a comprendere né quali siano state le "ragioni varie" né i danni superiori ai
vantaggi di un efficace accentramento di poteri e responsabilità. È appena il caso di ricordare co-
sa riuscì a realizzare Speer quando divenne il responsabile della Produzione industriale tedesca.

