Page 405 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1915-1943) - Atti 22-24 ottobre 2003
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AHIVITÀ DI,POLIZIA ECONOMICA DELLA GUARDIA DI FINANZA A TUTELA DELL'ECONOMIA DI GUERRA 387
Particolare interessante: per quanto concerne i carburanti che durante tutto il
conflitto rappresentarono il nostro tallone di Achille dipendendo il paese comple-
tamente dai rifornimenti esteri (quasi solo quelli dell'alleato principale(7)). Si atte-
se sino al settembre 1942 (R.D. 7 sett. n. 975), per costituire il Commissariato
generale per i Combustibili liquidi, carburanti e lubrificanti (Cogecarburanti).
Resta il settore dell'alimentazione delle Forze Armate e della popolazione
civile del quale dovremo analizzare provvedimenti e contenuti anche perché più
congeniali all'impiego specifico del personale della Guardia di Finanza.
Desidero però prima formulare alcune considerazioni conclusive in merito
alla idoneità dell'organizzazione rispetto alle esigenze belliche. Buono o cattivo
l'impianto tecnico ci ha tenuti in guerra, quasi contro i due terzi della produ-
zione mondiale per circa tre anni. È vero che le cifre sulla produzione com-
plessiva divergono notevolmente (8) ma è anche da sottolineare la relativa dimensione
dei nostri impianti industriali e la circostanza che dal settembre '42 l'offensiva
aerea alleata causò danni di rilievo. Resta la considerazione di base relativa al-
la "mentalità dimensionale" delle nostre sfere responsabili, tendente non solo
alla classica produzione settorializzata nello stesso campo per far lavorare un
po' tutti (9), ma anche alla chiara volontà in ogni impegno al risparmio genera-
lizzato. Così spesso si costruirono, quasi sino alla fine della nostra partecipa-
zione al conflitto, decine di carri armati ma di tipo assolutamente non idoneo
alle condizioni belliche dell'epoca.
Ecco perché c'è poco da fidarsi del complesso riepilogativo dei dati della
produzione: il numero è elevato ma occorre indagare anche nel settore della
qualità e della effettiva rispondenza alle esigenze di quanto costruito.
(7) La Germania (specialmente nel settore dei carburanti) effettuò i rifornimenti con
misure minime necessarie solo per evitare un crollo italiano improvviso.
(8) Secondo il Favagrossa, dal 1939 al 1943, la produzione di mezzi corazzati sareb-
be stata triplicata, quasi raddoppiata quella di aerei e motori, quintuplicata quella dei can-
noni, quadruplicata quella delle munizioni. Pur prescindendo dal punto di vista qualitativo
che poneva la produzione italiana ben al di sotto di quella delle altre nazioni, tali dati di-
vergono da quelli forniti da altri scrittori, in particolare dal Minniti (F. Minniti "Il pro-
blema degli armamenti nella preparazione militare italiana dal '35 al '43", Storia
contemporanea, n. 1/1978).
(9) È appena il caso di ricordare i tre aerei caccia ricavati con l'adozione del motore in
linea tedesco (Macchi 202, Reggiane 2002 e G. 55), Ove si fosse realizzata la produzione in
serie di uno solo di questi tre ottimi velivoli, si sarebbero ottenuti apprezzabili incrementi di
produzione e notevole risparmio di tempo per l'addestramento dei piloti.

