Page 83 - Le Forze Armate e la nazione italiana (1944-1989) - Atti 27-28 ottobre 2004
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       I:ESODO  DEGLI  ITALIANI  DALLA  FRONTIERA  ORIENTALE


       e collettive, passioni e ragioni, studi ed emozioni. Un orizzonte che dia dignità
       e  diritto di  cittadinanza ai  differenti  vissuti,  chiedendo  ad  essi  unicamente  il
       rispetto dell' "altro" (46),  nel segno della riconciliazione nazionale.



       Il "Giorno del ricordo"
           Per la  prima volta quest'anno, il  10 febbraio  2005 - in occasione del qua-
       rantottesimo  anniversario  della  firma  del  trattato  di  Parigi  - si  è  celebrato  il
       "Giorno del  ricordo",  per commemorare le  vittime delle  foibe  e  gli  esuli della
       frontiera orientale.  E sugli organi di  informazione - giornali e televisione - s'è
       sviluppato un  acceso dibattito,  ovviamente non disgiunto da valutazioni di  ca-
       rattere politico:  le  verità della storia, come sovente accade, sono state subordi-
       nate alle ragioni della politica. Condivisibile è il giudizio espresso da Raoul Pu-
       po che per molti anni ha lavorato sommessamente e in silenzio - insieme a po-
       chi altri ricercatori locali - su questi temi e che recentemente ha dato alle stam-
       pe uno dei più equilibrati e completi contributi sulle foibe e l'esilio:  "È la  poli-
       tica che per decenni ha abbassato il sipario sui drammi del confine orientale. Ed
       è  la  politica  che  oggi  riaccende  i  riflettori  su  quella  storia" (47).  Si  tratta,  per
       quanto attiene alle  relazioni tra storia e politica, di  "un rapporto assai  stretto,
       prodotto anche  da  una  caratteristica  fondamentale  della storia  della  frontiera
       giuliana", quella di  "aver favorito la creazione di  molti miti politici, funzionali
       alle diverse culture politiche italiane del Novecento" (48).
           Osserva ancora Pupo che  "anche la  politica nella sua dimensione  nazionale
       ha preso a occuparsi dell'Esodo, con le  conseguenze facilmente  prevedibili:  una
       maggior visibilità, accompagnata però da ricorrenti tentazioni di uso politico del-
       la storia. Del resto, pensare di poter ottenere la prima senza correre il  rischio del
       secondo sarebbe forse un po' ingenuo" (49).  Integrando questa riflessione, lo stes-
       so Pupo ha detto che, negli anni Novanta, "è nuovamente esploso l'uso politico
       della storia giuliana.  Sia  a  destra che  a sinistra:  la  "storia negata"  riscoperta  come



          (46)  G.  Crainz,  Il  dolore  e  l'esilio.  V/stria  e  le  memorie divise  dell'Euro/w,  Donzelli,
       Roma 2005,  p.  6.
          (47)  CosÌ Raoul Pupo in una intervista concessa a Simonetta Fiori (Foibe,  La Repubblica, 10
       febbraio 2005).
          (48)  Ibidem.  Sull'«uso pubblico» della controversa storia del confine orientale, cfr.:  R.  Pupo,
       Il lungo esodo, cit., p.  17-24.
          (49)  R.  Pupo, II/ungo Esodo, cit., p.  10.
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