Page 108 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Giuseppe de  Vergottini

          naie.  Il  principio  di  gerarchia  era  visto  da  molti  in  modo  cnt1co.  Le  Forze
          Armate erano identificate con la  coscrizione, e l'inserimento del cittadino nel-
          l'ordinamento  militare  con  la  sottoposizione  al  diritto  disciplinare  era  visto
          come una limitazione generalizzata al regime dei diritti che si voleva affermare.
          Da allora molte cose sono cambiate. La legge portante Norme di principio sulla
          disciplina militare  (la  citata legge 382/ 1978)  ha compiuto un notevole passo in
          avanti sull'adeguamento del regime dei diritti  ai  principi costituzionali. La sop-
          pressione del Tribunale Supremo Militare e la riforma della giurisdizione milita-
          re, ponendo al vertice la Corte di Cassazione (legge 7 maggio 1981, n. 180) sono
          anch'essi interventi legislativi che dimostrano l'attenzione per le garanzie.
             Le nuove funzioni in tema di difesa delle istituzioni, interventi in caso di cala-
          mità, missioni di  pace all'estero  (oggi  riassunte  nell'articolo 1, comma 5, legge
          14 novembre 2000, n. 331) hanno ampliato l'area dei possibili interventi dei mili-
          tari, rendendo sempre più evidente l'essenzialità del loro ruolo per la soddisfa-
          zione di esigenze nazionali sempre più impegnative e hanno sempre più avvici-
          nato la comunità militare alla nazione.
             Il tendenziale superamento della leva a favore del professionismo volontario
          (regime  di  sospensione condizionata dell'obbligo di  servizio,  che  tuttavia (liffi-
          cilmente si  prospetta come riaffermabile in  futuro  nei  termini in cui  lo  era in
          passato -legge 14 novembre 2000, n.  331) hanno posto in primo piano l'accetta-
          zione volontmia delle limitazioni dei diritti, sdrammatizzando la tensione creatasi
          in  passato  sulla  risposta  alla  chiamata,  che  aveva  dato luogo  alle  vicende  del-
          l'obiezione di coscienza e del servizio civile alternativo.
             L'esigenza  di  funzionalità  ed  efficienza  dell'apparato  militare  e  l'intrinseca
          compatibilità del principio di  gerarchia e della connessa disciplina con tale  esi-
          genza  sembrano  pacificamente  accolte.  Infine,  la  previsione  della  necessaria
          subordinazione del ruolo esecutivo del ministro della Difesa rispetto alle  deci-
          sioni  interessanti  la  sicurezza  e  la  difesa  «adottate  dal  Governo,  sottoposte
          all'esame del  Consiglio Supremo di Difesa e approvate dal Parlamento» (legge
          18 febbraio 1997, n. 205, articolo 1.a) ribadisce la subordinazione delle determi-
          nazioni ministeriali agli indirizzi degli organi costituzionali di vertice.
















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