Page 144 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Anna Maria lsastia

             La questione economica costituiva, come è naturale, una delle preoccupazio-
          ni  principali  dei  reduci,  nonché motivo  di  contrasto  con  il  mondo partigiano,
          che sembrava godere di un ben diverso trattamento da parte del governo.
             Del resto questo elemento trapela anche da alcuni provvedimenti legislativi
          attuati in favore  dei partigiani, in tempi relativamente brevi, soprattutto se con-
          frontati con quelli attesi dalle  organizzazioni degli ex  prigionieri.  Pensiamo, ad
          esempio, al Decreto Legge 20 giugno 1945 n.  421, in merito alle concessioni di
          premi di  solidarietà nazionale ai  patrioti combattenti e alle  loro  famiglie.  Esso
          stabiliva un premio di L. 20.000 per le famiglie  dei partigiani dispersi o caduti in
          combattimento o caduti per rappresaglia o  deceduti in seguito a ferimento  o  a
          malattie contratte in servizio, premio che sarebbe stato pagato dagli Uffici pro-
          vinciali  del  ministero  dell'assistenza  Post-bellica,  dietro  presentazione  della
          domanda  di  richiesta  e  secondo  un  ordine  di  preferenza  che  avrebbe  tenuto
          conto della gravità delle situazioni; poi stabiliva un premio di L. 10.000 a favore
          dei partigiani combattenti che avessero riportato nella lotta di liberazione ferite
          gravi, invalidità o mutilazione e, infine, un premio di L. 1.000 a favore di coloro
          cui spettava la c.1ualifica di patrioti.45
             Il  Decreto Legislativo luogotenenziale 5 aprile  1945 n.  158, relativo all'assi-
          stenza ai patrioti dell'Italia liberata, seguito dal DLL 21  agosto 1945, stabiliva le
          disposizioni concernenti il riconoscimento della qualifica di partigiano e l'esame
          delle proposte di ricompensa; il  DLL 6 settembre 1946 n.  93  stabiliva l'equipa-
          razione a tutti gli effetti dei partigiani combattenti ai militari volontari che ave-
          vano operato con le unità regolari delle  forze armate.46
             Infine, tra i provvedimenti studiati e approvati in favore dei partigiani, figu-
          ravano anche quelli di carattere scolastico, di carattere penale e disciplinare, rela-
          tivi all'assunzione obbligatoria nelle  pubbliche amministrazioni e nelle imprese
          private e quelli relativi al ricovero dei partigiani feriti, mutilati, malati, o in licen-
          za di convalescenza.47
             A  fronte  di  tanti  doverosi interventi, i reduci dalla  prigionia hanno dovuto
          lottare più a lungo per vedere riconosciuti anche i loro diritti.
             Una massa enorme eli persone, prive di qualifiche professionali, premeva per
          avere lavoro. Il ministro dell'Assistenza post-bellica, il comunista Emilio Sereni,
          confidava  nei  lavori  di  pubblica  utilità  per  assorbire  almeno  in  parte  questa
          manodopera, ma è noto quanti italiani  emigrarono in quegli  anni verso i Paesi
          del vecchio e del nuovo continente in cerca eli  lavoro.
             In questa sede è però interessante rilevare  un'altra cosa.  Nei primi anni del
          dopoguerra in Italia ci fu un proliferare di cooperative di lavoro, che videro ope-
          rare nettamente separati partigiani e reduci da una parte, e prigionieri di guerra
          e internati civili  dall'altra.4s




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