Page 141 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubb/im e Forze Armate


                  indegno  assenteismo  del got;erno  (. .. ) Strano  tale  comportamento  della
                  Patria per tanti sttoifigli migliori.  lmJcmo per lunghi mesi è stata attesa
                  mw parola di conjòrto dalla !Jera  I t alia,  1111  qualsiasi segno  che jJar!asse
                  di collt)Jrensione,  di incitamento a resùtereJ),39
             A queste parole fanno eco c1uelle di Carlo Vicentini che rientrava dalla prigio-
          nia nell'Urss:
                     <Quando il treno si jèrmò a Ro111a Termini,  c'era t/Ila folla silenzio-
                  sa, ptùJa di slancio.  Non si !Jede/}(/  né una di!Jisa  né 1111a  bandiera.  [. .. )
                  Il Go/Jel'llo,  le A11torità militari,  il Co111tt11e,  l'Italia ufficiale ÙlSOJJI!IIa,
                  .JètcetJct.flnta di non sapere che dalla  RNJJia erano  rientrati i sttoiprigio-
                  nieti.  Probabilmente erano tlllctjJreselli.fl imbarazzanteJ)." 0
             Dunque, come si  può  facilmente  intuire, di fronte ad  una situazione di que-
          sto genere,  documentata,  tra l'altro,  anche  in  molti  altri  libri  di  memoria e nei
          diari dci reduci, lo sconforto e la delusione degli ex prigionieri crebbero a dismi-
          sura poiché,  fin  dal primo impatto con l'Italia, al  moto di  intensa commozione
          provato nel varcare il confine nazionale e nel poter riassaporare  forme e colori
          di  paesaggi  mai  dimenticati,  fece  seguito la  consapevolezza di  ciò che, da quel
          momento, essi avrebbero dovuto affrontare.



          I difficili rapporti tra reduci e partigiani


             La questione più spinosa per molti di  coloro che rientravano era rappresen-
          tata dalla  ricerca di un referente, che permettesse di  patrocinare e  promuovere
          la difesa dci  propri interessi e di quelli che si  ritenevano essere diritti da tutela-
          re, obiettivo non facile  da  realizzare in  un paese distrutto e nel quale tutti avan-
          zavano richieste per i più diversi motivi.
             I primi a rientrare, come sappiamo, furono gli IMI reduci dai campi di  con-
          centramento c di internamento tedeschi c il  loro impatto con la  figura del parti-
          giano, al  momento del rimpatrio, fu  difficile.
             Gli ex internati rientrarono in Italia con la  convinzione di veder riconosciu-
          to il contributo offerto alla causa della lotta di liberazione con la loro resistenza
          senz'armi, sentendosi, per questo, del  tutto simili ai  partigiani.
             Ma,  varcato  il confine  nazionale,  come  noto,  essi  furono  costretti  a  fare  i
          conti con una situazione ben diversa da quella auspicata: in  un clima in cui sof-
          fiava  forte  il  cosiddetto "vento del  nord", espressione in cui  era efficacemente
          espressa la  volontà del CLN di  assumere nell'Italia post-bellica un ruolo guida
          sul piano politico-istituzionale c sociale,  mentre le  formazioni partigiane gode-
          vano di  un  prestigio  indiscusso, gli  IMI  si  accorsero  di  essere  il  simbolo della



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