Page 140 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Anna Maria lsastia
per il "riferendttm" istituzionale tale assenza tJellJ!,CI a cessare in bttto o
altJJeno in IJJassÙJia parteJ),33
La contrarietà e la speranza erano probabilmente dovute anche al fatto che
alle attività assistenziali della Pontificia Commissione Assistenza (PCA) era stata
affiancata una certa propaganda politica rivolta ai prigionieri, che restava, per il
momento, senza esito. Solo nel dopoguerra organismi come la PCA sapranno
raccogliere i frutti dell'impegno verso i prigionieri.3"
Alla vigilia del voto il periodico L~ voce del pt~gioniero denunciò l'impossibilità
di troppi italiani a partecipare al voto.3s Il 1° giugno 1946, alla vigilia del referen-
dum e del voto per l'Assemblea Costituente, De Gasperi si rivolse direttamente
ai prigionieri con un messaggio trasmesso dalla Radio di Londra a tutti i campi
di concentramento, dove ancora si trovavano oltre 200mila uomini, sostenendo
che «quando abbiamo fissata la data delle elezioni avevamo ragione di sperare
che nel frattempo i trasporti si sarebbero accelerati»: 36 segno evidente che que-
ste assenze dovevano in qualche modo essere giustificate.
Si può ragionevolmente ritenere che, in quel momento, De Gasperi si rivol-
geva ai prigionieri con l'occhio e l'attenzione indirizzati in realtà ai loro parenti
in Italia che il giorno dopo, con il loro voto, avrebbero deciso le sorti dello Stato
e indirizzato i lavori della Assemblea Costituente.
A questo proposito vale comunque la pena di ricordare che i prigionieri non
sono stati i soli a non poter esprimere il loro voto. Anche gli esuli italiani prove-
nienti dalle città del confine orientale cedute a Tito non poterono esercitare il
diritto di voto per parecchi anni. Solo nel 1953, infatti, i loro nomi furono inse-
riti nelle liste elettorali.
Le aspettative e la realtà
L'assistenza ai prigionieri che rientravano fu in gran parte appannaggio di
associazioni a carattere volontario: la Croce Rossa Italiana,3 7 l'Unione Donne
Italiane (UDI), la Pontificia Commissione d'Assistenza istituita per volontà di
Pio XII il 18 aprile 1944, che ebbe il suo centro a Pescantina in provincia di
-~ Verona.38
8
Vl I reduci furono dolorosamente colpiti dall'assenza di una qualsiasi forma di
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~ ufficialità nei luoghi di arrivo delle tradotte che rimpatriavano gli ex prigionieri.
~ Racconta Claudio Sommaruga, ex I.M.I.:
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·~ <<Nessun mppresen/ante tifjìciale del nostro G'm1emo si presentò nei
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E nostti lager liberati. L'anziano di IVietzendo~j; il ten. Col. Pietro
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u Testa, sollecitatJa il 1i111patrio degli DVII e lcliJJe!lfava lo sco11certante e
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