Page 135 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Fmze Armate


          anticipo necessario per arrivare alla propria residenza. Nella relazione del 15 set-
          tembre  i  carabinieri  aggiungevano  un'annotazione  molto  interessante.
          Scrivevano che, se non fosse  stata data la  sensazione, non solo a parole o con
          facili ed improduttivi articoli di giornale, ma attraverso provvedimenti di carat-
          tere  sociale  ed  economico,  che lo  Stato  si  occupava  e  si  sforzava  davvero  di
          migliorare le condizioni di disagio in cui si trovavano i reduci e le loro famiglie,
          questa categoria di persone, numerosa ed importante nel complesso nazionale,
          sarebbe potuta diventare focolaio di dissidi, rancori e disordini in tutto il paese.ts
             Anche le notizie in merito alle  condizioni di salute erano complessivamente
          abbastanza preoccupanti: almeno il 20% dei reduci erano affetti da tubercolosi,
          il 65% presentava un evidente stato di deperimento organico, il 15% era appa-
          rentemente sano ma, probabilmente, affetto da varie malattie in stato di incuba-
          zione, e quasi tutti soffrivano di gengiviti per avitaminosi. Secondo il parere dei
          medici, per potersi ristabilire completamente, i reduci avrebbero avuto bisogno
          di diversi mesi di cure e eli  super nutrizione, senza contare che si temeva che le
          conseguenze di questo loro cattivo stato di salute potessero ripercuotersi anche
          sulla successiva generazione.
             Particolarmente  grave  appariva  lo  stato  di  salute  di  chi  rientrava  dalla
          Jugoslavia, in modo particolare dal Montenegro.
             Si affermava che i centri migliori risultavano quelli istituiti dalla Commissione
          Pontificia, mentre i vari centri allestiti dalle autorità militari italiane non risulta-
          vano adeguati. In conclusione, era evidente che tutto questo influiva sullo spiri-
          to già depresso dei reduci e sminuiva la gioia per la liberazione e per il rimpatrio,
          favorendo  la  nascita eli  un sentimento di  profonda diffidenza verso gli  organi
          governativi.t9




          Radiomessaggi ai prigionieri

             Il 15 ottobre Parri ritenne opportuno far trasmettere alla Radio di  Roma un
          suo discorso sui prigionieri di guerra.
             Parri giustificava appieno le lamentele e le accuse che colpivano il Governo,
          ma ricordava che «il Governo italiano è nella condizione legale di un paese vinto,
          colpevole  della  guerra,  legato  da  condizioni  d'armistizio,  la  cui  applicazione
          dipende dai Governi e comandi militari alleati>>.
             Questa  ovvia  considerazione  è  centrale  sia  per  capire  quello  che  successe
          allora, sia per capire il successivo disinteresse dei partiti politici italiani, che cer-
          carono di creare una cesura netta tra la 6ttlerra fascista persa e la successiva guer-
          ra partigiana vinta con gli alleati. Con questa deformazione diventa impossibile


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