Page 134 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 134

Anna Maria Isastia

          colta nei campi degli ex internati, mentre il nuovo ministero divenne competen-
          te per la distribuzione dei soccorsi e la reintegrazione degli ex prigionieri.
                     d  timpatti ebbero inizio sotto il controllo alleato a partire dalla metà
                   di  maggio  del  194 5))  scrive  Gabriele  1-Iammermann.  <<Nella  zona  di
                   occupazione americana e in quella inglese l'operazione iniziò con la regi-
                   strazione  dei  rimpatriandi;  tuttavia,  i propositi di rj]ettuare  un  rientro
                   quanto più possibile organizzato si scontrarono con  notevoli dijftcoltà,  al
                  punto che alcuni ex lavoratori civili e internati riuscirono a raggiungere i
                   confini italiani a piedi (e molti di loro vennero nuovamente internati dagli
                   alleati). Nel solo mese di maggio furono  circa centomila gli ex lavoratori,
                   militati internati e detenuti  nei campi di  concentramento,  che poterono
                  fare  titorno  a casa partendo prevalentemente  dalle  regioni  muidionali
                   della Germania. Le istituzioni create dall'Alto Commissariato per i pri-
                  gionieti di guerra,  d'intesa con le autorità delle potenze occupanti,  incari-
                   cate della raccolta,  del primo soccorso e della suddivisione dei rimpatriati,
                   non disponevano delle capacità e delle risorse necessarie e quindi non erano
                   in grado di fare fronte alla situazione. Alla fine,  il ministero degli Esteri
                   italiano non potéfare altro che chiudere i confini.  Per le potenze occiden-
                   tal~  d'altro  canto,  il timpatrio  degli  ex militari,  considerati  alleati del
                   nemico,  era una questione di secondatia importanza>>.  1 6
             Ferruccio Parri nel giugno del '45 cercò eli  sensibilizzare gli alleati chiedendo
          eli  procedere al più presto al  rimpatrio degli italiani.  Il  ministero della Guerra e
          le  sezioni locali del CLN allestirono l'apparato di  soccorso a livello regionale e
          di  tutta la  questione  si  fece  carico  anche  l'Opera Pontificia  di Assistenza  e  la
          Croce Rossa Italiana. In ogni capoluogo eli  provincia venne creato un comitato
          per l'assistenza al  reduce. Naturalmente non mancarono conflitti di competen-
          za tra le varie istituzioni e un certo caos organizzativo, dovuto ovviamente anche
          alla difficile situazione del paese.
             Nonostante gli sforzi e l'allestimento di centri eli  accoglienza nei pressi delle
          stazioni  ferroviarie,  i  rimpatriati  non  ricevettero  al  loro  arrivo  un'accoglienza
          adeguata e nei campi di transito la situazione divenne subito insostenibile. A par-
          tire dal mese di luglio  furono settemila i reduci che t}UOtidianamente varcarono
          il confine del Brennero, un numero di gran lunga superiore a quanto i centri eli
          prima accoglienza potevano supportare.n
             A settembre circa cinquemila reduci attraversavano ogni giorno il confine, in
          uno stato eli palese denutrizione e abbattimento fisico e morale. In molti luoghi,
      .~   come ad esempio a Bolzano, la razione di cibo fornita dagli Alleati veniva inte-
      -~
      E   grata da  generi  giunti  da  varie  regioni  d'Italia  al  Comitato  della  Croce  Rossa
      3   Italiana; a molti reduci, oltre la licenza di due mesi, veniva corrisposto anche un

     •-----~--               -----------  134
   129   130   131   132   133   134   135   136   137   138   139