Page 45 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblicll e Forze Arlllllte

         movimento degli  "Arditi del Popolo" sotto la guida di un capitano degli Arditi,
         Argo  Secondari,  esse  li  guardarono  con  malcelata  diffidenza:  erano  "militari",
         anzi: "militaristi". E che cosa volcvano?14 Nessuno era stato capace di capire che
         il fascismo  si  poteva e si doveva affrontare solo con le  armi:  il  settarismo face-
         va loro velo agli occhi. E pure furono gli  Arditi del Popolo a conquistare le uni-
         che  vittorie  nella  lotta  armata  contro  il  nemico  fascista,  da  Sarzana
         all'Oltretorrente di  Parma. E  non valse ad  attenuare l'estremismo della  sinistra
         italiana il  fatto  che lo stesso Lenin lo denunciasse chiaramente in  un suo breve
         saggio dal  titolo rivelatore: "L'estremismo, malattia infantile del comunismo".
            1Yia  nel  movimento comunista si  andò poi insinuando  una  seconda linea  di
         orientamento:  e  questa  non  era eli  origine  italiana,  ma veniva  da lontano,  dal-
         l'esperienza  della  Rivoluzione  russa  ove  i  comunisti,  t,ruidati  da  Lenin  e  da
         Trotski, avevano vinto grazie alla  organizzazione di quell'Esercito Rosso in cui
         avevano trovato posto numerosi ufficiali, sottufficiali e soldati del vecchio eser-
         cito.ts Una forte spinta alla creazione nelle file  comuniste di  un gruppo e di una
         tradizione "militare" venne poi dalla  partecipazione alla Guerra civile spagnola,
         ave volontari in genere di orientamento comunista ed anche genericamente anti-
         fascista,  non  solo  costituirono  il  Battaglione  "Garibaldi"  della  XII  Brigata
         Internazionale;  ma  recitarono  una  parte  di  primo  piano  in  quella  battaglia  di
         Guadalajara che rappresentò la  prima disfatta militare del fascismoY'
            Fu la Spagna che creò una "tradizione" militare comunista. Ma nella clande-
         stinità italiana, come pure nel "Regno del Sud" il vecchio settarismo prevalse: c
         se anche tutti fossero  (più o  meno) persuasi della necessità della lotta armata, il
         Partito comunista  rimase  inizialmente  arroccato  su  posizioni  totalmente  ostili
         alle "vecchie" istituzioni, come il Partito d'Azione. Fu l'arrivo in Italia di Palmiro
         Togliatti che provocò infine una svolta  radicale la  quale, va detto, fu  di  propor-
         zioni assai più vaste ed ebbe conseguenze molto più profonde di quanto anco-
         ra oggi da parte di molti storici non si voglia riconoscere. In realtà la nuova linea
         che Togliatti portava (come oggi infine si  sa)  non era sua, ma dovuta a Stalin, di
         cui Togliatti era e rimase un fedele esecutore di ordini. 17  Stalin era certamente un
         tiranno sanguinario, crudele e  senza scrupoli:  ma aveva anche una sua capacità
         di abbracciare un vasto orizzonte politico, che si spingeva ben oltre la  ristrettez-
         za di vedute talora poco meno che meschina di molti politici italiani (c non solo
         italiani) di  t]uei giorni.
            Si  è sovente trascurato il  fatto  che la  cosiddetta "svolta" di  Salerno, oltre a
         compattare tra di  esse tutte le  forze  in lotta contro l'invasione tedesca, portava
         seco, per così dire, la "rivalorizzazionc" (o,  se più piace, lo "sdoganamento") di
         una serie  di istituzioni del vecchio stato già  in  se  stesse  attive  e  operanti, oltre
         alla saldatura tra il mondo dell'antifascismo "tradizionale" e quello popolarmen-




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