Page 47 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Armate
fiuto politico, perseverarono nella loro linea per cui la loro collaborazione con
le Forze Armate divenne presto tra le più cordiali, come si vide ad esempio dopo
la liberazione di Firenze, quando il Partito comunista incitò i propri iscritti, che
già avevano combattuto nelle formazioni partigiane, ad arruolarsi volontari nelle
Forze Armate, cui essi dettero indubbiamente un validissimo contributo di espe-
rienza militare, di coraggio e disciplina; o nella stretta collaborazione con i mili-
tari dei garibaldini romagnoli, comandati da Arrigo Boldrini, la cui Brigata passò
praticamente nelle fùe dell'Esercito, continuando a combattere sul fronte della
Linea Gotica.
Che cosa avrebbe portato alle Forze Armate italiane questa nuova situazione
di collaborazione? Forse era questa l'occasione per un profondo rinnovamento
di esse, per un'iniezione di sangue nuovo e di idee più fresche in quelle che di lì
a poco sarebbero diventate le Forze Armate della Repubblica. Purtroppo non se
ne fece nulla. E ciò perché, dopo la Liberazione, l'inizio quasi immediato della
cosiddetta "guerra fredda" tra coloro che erano stati i componenti della Grande
alleanza che aveva disfatto la Germania provocò la crisi ed una serie di scissio-
ni nel fronte antifascista italiano come in quello mondiale. Il che, peraltro, era
inevitabile, dato che il Partito comunista era ligio agli ordini provenienti dalla sua
centrale sovietica e si schierò immediatamente sulla linea politica dettata
dall'URSS. Doveva così accadere che la fratellanza d'armi, la quale era esistita
nella guerra di Liberazione (e che era parsa a molti dei giovani combattenti una
meravigliosa alba di rinascita) finisse in nulla. A ciò indubbiamente contribuiro-
no i tentativi cinici di quelli che erano stati i maggiori partiti antifascisti di acca-
parrarsi le masse, le quali erano state fasciste o indifferenti nei confronti dell'an-
tifascismo che, sebbene eroico e nobilissimo, rimase un fenomeno elitario.
Indubbiamente parecchi valorosi combattenti della Resistenza entrarono
nelle Forze Armate della Repubblica ed il loro contributo non deve essere sot-
tovalutato; ma ciò avvenne, per così dire, alla spicciolata e non quale apportato-
re di un rinnovamento radicale. Il che del resto, date le vicende politiche
dell'Italia, era forse soltanto un elevatissimo sogno: e tale rimase.2t
Note
1 Cf. Pierre Milza, Mussoli11i, Parigi, 1999; trad. it., Roma, 2000, pag. 536 sgg.
2 G. Rochat, "L'Esercito e il fascismo", in: Fasci.r111o e società ita/ia11a, a cura di G. Quazza, Torino, 1973.
3 P. Milza, op. cit. pag. 590.
4 Pierre Milza, op. cit. pag. 794 sg. Su tutta la questione dei rapporti tra Partito fascista, Mussolini
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