Page 54 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Le/io Lagorio

           zazione politico-militare (Hezbollah) che ha uno scopo solo: quello di estirpare
           Israele dal Medio  Oriente.  Chi imporrà a  Hezbollah di  smetterla? Ed è poi il
           disarmo  di Hezbollah che si vuole o  piuttosto dare una lezione a Israele? Nel
           nostro Parlamento e nel nostro Governo ci sono i difensori dell'una e dell'altra
           tesi. E, allora, se dovessero riprendere le ostilità, quale delle due tesi prevarreb-
           be in Parlamento e nel Governo? Oggi non è dato saperlo e di conseguenza non
           si sa  quali istruzioni sarebbero diramate ai  nostri soldati.  L'arrivo delle  truppe
           dell'ONU con le regole di comportamento stabilite dall'ONU non fa  chiarezza
           sul quadro, visto che la  filosofia dell'ONU è vietare al suo corpo di spedizione
           di usare la forza. C'è dunque un fondo di ambiguità e, si sa, quando si mobilita-
           no gli eserciti nulla è più dannoso della incertezza sui fini e sui mezzi.
             E allora, signor Lagorio: «Se fosse dipeso da lei che avrebbe fatto? Lei ha un
           po' di  naso per queste cose: dica!».  Ve  lo dico.  Nelle condizioni difficili e dub-
           biose di "questo Libano 2006" avrei usato molta prudenza e lasciato acl  altri il
           gusto dei primi della classe. Solidarietà con l'ONU, certo, ma presenza militare
           meno esposta,  poco esposta, insomma:  mostrare bandiera in modo simbolico
           come hanno fatto  Gran Bretagna e Germania che non sono Nazioni da poco.
           E  poi, al di là di questo, molta iniziativa politica e molti servizi di inteiligence.  In
           questo modo potevamo (e possiamo ancora) renderei utili.
             Un'ultima considerazione con una domanda: se dietro la spedizione italiana di
           oggi ci  fosse qualcos'altro, qualcosa di  positivo che ancora non si vede ma che
           matura, ad esempio la voglia di dare inizio acl una nuova stagione di politica este-
           ra fondata su una ripresa di protagonismo nazionale italiano? Risposta: beh, allo-
           ra, sarebbe benvenuta la novità!  Ma occorre una "controprova", bisogna che lo
           Stato dimostri di  essere capace di dare più  attenzione  e più importanza acl  un
           rilancio  della  nostra  capacità  militare,  giacché  in  campo  internazionale,  senza
           forza adeguata,  non c'è politica credibile ed è pura velleità prefiggersi ruoli più
           significativi. Tale "controprova", al momento, è tutta da costruire. La verità è che
           la Difesa, mai come in questi anni, è stata la Cenerentola del Governo, basta guar-
           dare i bilanci militari, le risorse per le Forze Armate sono ridotte all'osso. Questo
           è  un  problema  nazionale di  grosse  proporzioni che  attende  risposta da molto
           tempo,  è  un problema che  ci  addolora  perché  noi amiamo  questa  terra in  cui
           siamo nati, è la nostra Patria Italiana, così la chiamiamo; e non ci accontentiamo
           di sentir ripetere sempre più spesso che siamo soltanto un "Sistema Paese".
             Mi fermo qui. Salutiamo insieme, anche da qui, i nostri soldati in Libano, tutti
           i nostri soldati in missione all'estero. Meritano, per quel che fanno, e per come
           lo fanno, l'ammirazione e la riconoscenza della Nazione.




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