Page 77 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze An11ate
possibilità di "negoziare" il trattato di pace.
Emblematiche del distacco tra realtà della situazione politico-diplomatica ed
aspirazioni dell'Italia e delle sue Forze Annate sono, ad esempio, le valutazioni
che la Regia Marina formulò sulla frontiera orientale dell'Italia.
Nel marzo 1945 la Regia Marina, sollecitata dal ministero degli Esteri, aveva
preparato uno studio dal punto di vista strategico-marittimo della linea Wilson,
sostenendo la necessità di un suo spostamento a oriente, esigenza condivisa
dallo Stato Maggiore Generale. In sede eli Comitato di Difesa, riunito il 23 ago-
sto, si fronteggiarono due posizioni, quella dei titolari dei dicasteri militari,
Stefano Jacini, Guerra, Raffaele de Courten, Marina, e Mario Cevolotto,
Aeronautica, e del generale Claudio Trezzani, capo di Stato Maggiore Generale,
favorevoli ad impostare le richieste italiane sul Trattato di Rapallo, per arretrare
semmai gradatamente sulla linea Wilson, e quella del ministro degli Esteri Alcide
De Gasperi e del presidente del Consiglio Ferruccio Parri, convinti convenisse
invece "aggrapparsi" subito alla linea Wilson.
La discussione era tardiva; già il giorno prima, infatti, De Gasperi aveva scrit-
to al segretario di Stato americano James Byrnes che la linea Wilson «poteva
essere presa come base» per la modifica della frontiera di Rapallo, ammettendo
che la Jugoslavia aveva ragioni etniche ed economiche per chiedere la rettifica di
tale confine. s
Il 29 marzo 1946 Palazzo Chigi consegnò alle rappresentanze diplomatiche
britannica ed americana a Roma un appunto redatto dallo Stato Maggiore
Generale, nel quale si affrontava il problema della frontiera orientale dal punto
di vista della sicurezza, osservando che, abbandonata la linea del trattato di
Rapallo, solo la linea Wilson offriva all'Italia «elementi organici di difesa per l'in-
tera frontiera giulia».
Il 29 maggio l'ammiraglio de Courten, ministro e capo eli Stato Maggiore
della Regia Marina, scrisse a De Gasperi, e per conoscenza al capo di Stato
Maggiore, generale Trczzani, sottolineando la «necessità di non limitare l'esame
delle frontiere orientali d'Italia al pur importantissimo settore terrestre, ma di
impostare il problema in un quadro più generale, estendendolo al settore marit-
timo del quale è chiara l'essenziale importanza». Giuste preoccupazioni, ma
ormai del tutto non in sintonia con la condizione politico-diplomatica
dell'Italia.9
Alla fine di luglio, conosciute le clausole navali del trattato eli pace, l'ammira-
glio dc Courten presentò una lettera di dimissioni da capo eli Stato Maggiore al
nuovo ministro della Marina, Giuseppe Michcli, anche nella speranza che tale
gesto potesse ottenere qualche modifica. Ovviamente era un'illusione e le dimis-
sioni furono respinte. w
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