Page 79 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 79

Repubblica e Fotze Armate

         favorevoli  all'ammissione  dell'Italia  nell'Alleanza  Atlantica  che,  insieme  con
         quelli contrari, il  segretario di Stato Dean Acheson sottopose il 2 marzo 1949 al
         presidente  Harry Truman  per una  decisione  finale,  si  ricordava  tra  l'altro  che
         «anche se è sottoposta alle  limitazioni del  trattato di  pace, l'Italia dispone della
         terza maggiore Marina dell'Europa Occidentale, di  un esercito autorizzato di  12
         divisioni combattenti (già  esistenti su una base di quadri), di una forza aerea di
         350 aeroplani, inclusi 200 apparecchi da combattimento, e di una delle principa-
         li  flotte mercantili europee, con un sutplus di  marinai addestrati. Ciò può essere
         raffrontato favorevolmente non solo rispetto ad altre nazioni come la Norvegia,
         ma anche rispetto  alla  Prancia, la  quale - pur essendo considerata affidabile -
         prevede il mantenimento in attività solo di nove divisioni».
            Il punto successivo osservava che «se "in termini di t,>uerra terrestre in Europa
         Occidentale l'Italia  è  strategicamente importante, in  termini  di  guerra  marittima
         non vi è questione circa la  sua potenzialità strategica, critica, rispetto al controllo
         del Mediterraneo". Ù di grande importanza negare al nemico di usare l'Italia come
         una base per il  controllo marittimo e aereo del  Mediterraneo centrale, nonché di
         negare al nemico l'uso del complesso industriale e della manodopera italiana».u
            Una considerazione molto simile  aveva  fatto  alla  fine  del  1948 il  britannico
         generale Sir William Morgan: «Il problema è individuare il  modo migliore e più
         economico al  fine  di  incoraggiare  l'Italia a negare al  nemico il  proprio territo-
         rio»,  una  frase  che  riecheggiava  sinistramente  l'articolo  due  dell'armistizio  di
         Cassibile del 3 settembre 1943  («L'Italia  farà  ogni sforzo per negare ai  tedeschi
         tutto ciò che potrebbe essere adoperato contro le  Nazioni Unite»l4),  espressio-
         ne di una concezione politico-strategica che generò una campagna d'Italia lunga
         c difficile.  Giustamente è stato quindi osservato che nel primo dopot,merra «da
         un punto di  vista  militare,  la  percezione comune dell'Italia era quella di  teatro
         strategico, non attore in ambito strategico».Js



         L'I t alia nella NATO

            Costituita l'Alleanza, l'I tali a si adoperò sia per avere in essa un rango adegua-
          to,  sia per salvaguardare le  sue esigenze strategiche. Dal  primo punto di vista, i
          ministeri degli Esteri c della Difesa si  impegnarono in  un'intensa attività diplo-
         matica per ottenere che l'Italia facesse  parte dello Stcmding Group,  organo diret-
          tivo militare dell'Alleanza. Dal secondo, l'Italia chiese di essere ammessa in due
         dei  cinque  gruppi  strategici  regionali  [1)  Stati  Uniti-Canada;  2)  Atlantico
         Settentrionale;  3)  Europa  Settentrionale;  4)  Europa  Occidentale;  5)
          Mediterraneo]  nei  quali  si  articolò  la  struttura  militare  dell'Alleanza  fino  alla




                                                      79
   74   75   76   77   78   79   80   81   82   83   84