Page 81 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Rej)/{bblim e F01ze Armate
assieme alla Jugoslavia, bastione del fianco occidentale delle forze terrestri del
fianco sud», base, aerea e navale, per le forze della NATO, nonché produttrice
di materiale bellico.22 Dopo le crisi del 1956 - Suez c Ungheria - vi furono ripe-
tute a!Jr/11ces da parte del governo c dello Stato Maggiore della Difesa per raffor-
zare la collaborazione militare bilaterale con gli Stati Uniti c la presenza di trup-
pe americane in Italia, motivate sia dall'aumento dell'influenza russa nel Medio
Oriente e nel Mediterraneo Orientale, sia da ragioni di politica interna, care par-
ticolarmente al presidente del Consiglio Antonio Segni e al ministro della Difesa
Paolo Emilio Taviani.23 L'ancora più saldo cd esplicito ancoraggio dell'Italia alla
NATO avrebbe dovuto influire sull'opinione pubblica c limitare i rischi della
"apertura a sinistra". Sembra che nel 1964 Segni, divenuto Presidente della
Repubblica, fosse contrario a riduzioni delle forze americane in Italia, perché
avrebbe potuto rafforzare tendenze neutraliste.2 4
Nell'ottobre 1956, a fine missione, sia pure per mettere in luce il successo del
suo operato, l'ambasciatore Clarc Boothe Luce aveva sottolineato come l'Italia
fosse divenuta «il principale sostegno della NATO in Europa, moralmente, poli-
ticamente, e- anche se può suonare incredibile- militarmente»2S, pur osservan-
do che i livelli di forza militare previsti per l'Italia erano troppo ambiziosi per-
ché essa potesse raggiungerli con le sue sole risorse finanziarie, dopo la fine, nel
1958, del programma di assistenza militare. Giudizi in linea con quest'ultimo si
ritrovano in altri documenti sui progressi della politica americana in Italia.
All'ini:,io del 1956 si osservava che il programma di assistenza militare «nell'an-
no precedente aveva nel complesso centrato il suo obiettivo di rimediare alle
carenze militari. L'Italia accetta tuttora gli obiettivi NATO relativi alle forze ma
il suo bilancio militare è insufficiente alloro raggiungiment:o. Vi saranno caren-
ze in tutte le tre Forze Armate in relazione alla revisione annuale per il 1954
degli obiettivi di forza. Le maggiori debolezze riguardano il sistema di control-
lo aereo e avvistamento e la guerra anti-sommergibili e carenze nell'intero setto-
re logistico. Sebbene sia cresciuta l'efficacia delle forze di difesa, restano caren-
ze rilevanti in tutte le tre Forze Armate».zr.
Sempre all'inizio del 1956, ad una riunione del Nationct! Jecuri(y Council, l'am-
miraglio Arthur Radford, presidente dci Joint Chù!fs rf .Stqjj; riferì che durante la
sua recente visita negli Stati Uniti, il generale Giuseppe Mancinelli, capo di Stato
Maggiore della Difesa, aveva affermato che se Washington non avesse fornito
un sostegno finanziario annuale di circa 250 milioni di dollari, il governo italia-
no avrebbe dovuto ridurre le Forze Armate, commentando: «Non solo gli italia-
ni si aspettano che gli forniamo nuove armi, vogliono anche il nostro sostegno
finanziario per mantenere gli attuali livelli di forza. Questo equivale ad un ricat-
to». Il segretario al tesoro George Humphrey a sua volta osservò che «dovun-
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