Page 98 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Matteo Pizzigallo
fatto, impegnava il nostro Paese nella prima alleanza offensiva della sua storia.
Un patto sciagurato che, nonostante i tentativi di differimento dell'inizio delle
ostilità vanamente sperato dall'Italia (a cominciare dal noto memoriale del gene-
rale Ugo Cavallero) trascinò il nostro Paese nella seconda guerra mondiale, con-
dotta su tutti i fronti in posizione subalterna al crudele alleato germanico, diven-
tato altresì spietato e vendicativo dopo il drammatico 8 settembre 1943.
Il Patto Atlantico
Smaltita la pesante eredità della sconfitta e bevuto l'amaro calice del Trattato
di pace di Parigi del 1947, la nuova Italia repubblicana riprendeva gradualmente
il suo posto nella comunità internazionale, sulla quale già cominciavano a soffia-
re impetuosi i venti della Guerra Fredda. Momento centrale della definitiva
riammissione dell'Italia in tale comunità, fu la sua scelta occidentale e l'adesione
al Patto Atlantico, firmato a Washington il4 aprile 1949.
Non fu una scelta facile: pesavano infatti le spinte neutraliste di larghi setto-
ri dello schieramento politico italiano, alla fine fermate dalla volontà del presi-
dente De Gasperi, convinto e convincente sostenitore della scelta atlantica.
Con l'adesione al patto ed al suo organismo operativo, North Atlantic Treaty
Organization, l'Italia entrava dunque nella potente struttura militare integrata
del "blocco occidentale". Una struttura complessa, diretta dagli Stati Uniti, che
imponeva tutta una serie di vincoli precisi, sia sul piano politico (primo fra tutti
quello dell'assoluta e dichiarata lealtà a Washington dei vari governi che si sareb-
bero succeduti a Palazzo Chigi), che sul piano militare (come ad esempio quelli
relativi alla presenza di forze armate straniere, per quanto alleate, sul territorio
nazionale e alla sovranità territoriale delle basi Nato dislocate in Italia).
Travalica l'obiettivo di questa mia breve relazione ogni ulteriore approfondi-
mento su tali vincoli. Pertanto, per concludere, mi limiterò a ricordare solamente
che la partecipazione dell'Italia alla Nato spianava la via alla rinascita delle nostre
Forze Armate con il consistente sostegno degli aiuti degli Stati Uniti, che firma-
rono altresì con l'Italia, il 27 gennaio 1950, accordi bilaterali di mutua difesa.
Con la cessione di materiali e eli armi da parte degli Stati Uniti per un
ammontare complessivo (nel corso di quasi un triennio) di circa 1.250 miliardi
di lire, fu possibile ricostruire le Forze Armate italiane che, sotto certi aspetti, si
può dire siano state il comparto nazionale maggiormente beneficiato dalla firma
dell'Alleanza Atlantica.
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