Page 246 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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vedeva la fusione degli eserciti europei . Dopo la tormentata transizione seguita
al 25 luglio 1943, la proposta francese per la creazione di un esercito comune
forniva l’occasione per verificare la consistenza di quella “vera e propria frattura
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spirituale” che aveva contraddistinto i rapporti tra politici e militari nell’imme-
diato secondo dopoguerra. se infatti i primi provvedimenti per la ristrutturazione
dell’Esercito Italiano adottati dal Governo fra il 1944 e il 1948 avevano provocato
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un forte malcontento nelle gerarchie militari , e se l’esasperazione della teoria del-
la separazione aveva determinato un distacco e l’incomprensione reciproca fra le
due categorie, l’iniziativa di Parigi poteva rappresentare l’occasione per ricucire
lo strappo nel segno di un rinnovato impulso europeista.
Per il Governo, la decisione di appoggiare il progetto Pleven era stata dettata
3 Fra gli studi riguardanti la partecipazione dell’Italia si vedano: P.l. bAllini-A. vArsori
(a cura di), L’Italia e l’Europa (1947-1979), Soveria Mannelli 2004, pp. ; A. brecciA,
L’Italia e la difesa dell’Europa. Alle origini del piano Pleven, Roma 1984; id., l’italia e
le origini della Comunità europea di difesa (CED), in G. rossini (a cura di), De Gasperi
e l’età del centrismo, Roma 1984, pp. 243-257; M. neri GuAldesi, l’italia e il processo
di integrazione europea, in l. tosi (a cura di), L’Italia e le organizzazioni internazionali.
Diplomazia multilaterale nel Novecento, Padova 1999, pp. 341-389; s. Pistone, l’italia e
l’unità europea dalle premesse storiche all’elezione del Parlamento europeo, Torino 1982;
d. PredA, Storia di una speranza. La battaglia per la CED e la Federazione Europea nelle
carte della Delegazione italiana (1950-1952), Milano 1990; id., Sulla soglia dell’unione.
La vicenda della Comunità Politica Europea (1952-1954), Milano 1993; id., CPe e
integrazione europea: un’ipotesi interpretativa, “Storia delle relazioni internazionali”,
XIII-XIV, (1998/2-1999/1), pp. 117-150; id., De Gasperi, Spinelli e l’art. 38 della CED,
“Il Politico”, LIV (1989), n. 4, pp. 575-595; A. vArsori, Italy between Atlantic Alliance and
EDC, 1948-1955, in e. di nolFo (a cura di), Power in Europe? II. Great Britain, France,
Germany and Italy and the Origins of the EEC, 1952-1957, Berlin-New York 1992, pp.
260-299; id., L’europeismo nella politica estera italiana, in l. tosi (a cura di), l’italia e le
organizzazioni internazionali. Diplomazia multilaterale nel Novecento, Padova 1999,pp.
392-415; Id., L’Italia fra Alleanza Atlantica e la Ced, “Storia delle relazioni internazionali”,
IV, 1988/1, pp. 125-165. Sull’azione di De Gasperi si vedano: G. Andreotti, De Gasperi
e il suo tempo, Milano 1956; M. de GAsPeri cAtti, la nostra patria europea: il pensiero
europeistico di Alcide De Gasperi, Milano 1969; id., De Gasperi e l’Europa, Brescia 1979;
G. ForMiGoni, La Democrazia Cristiana e l’alleanza occidentale (1943-1953), Bologna
1996; M.G. Melchionni, Génèse de la proposition européenne avancée par Alcide De
Gasperi en 1951, in L’Union européenne à l’aube d’un nuoveau siècle, Madrid 1997, pp.
123-144; P. PAstorelli, La politica estera italiana del dopoguerra, Bologna 1987; id., la
politica europeistica di De Gasperi, “Storia e Politica”, XXIII (1984), n. 3, pp. 330-392.
4 F. steFAni, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell’esercito italiano, vol. III, t. I,
Dalla guerra di liberazione all’arma atomica tattica, Roma, Ufficio Storico SME, 1987,
p. 544. Per una ricostruzione delle vicende riguardanti l’Esercito italiano nel secondo
dopoguerra cfr. v. ilAri, Storia militare della prima repubblica 1943-1993, Ancona1996.
5 Ci si riferisce ai provvedimenti relativi allo scioglimento del corpo di Stato Maggiore, al
declassamento del ruolo del capo di Stato Maggiore Generale, alla soppressione del grado
di maresciallo d’italia e alla cessazione dal servizio permanente dei generali di armata.

