Page 247 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda             247



             da tre ordini di fattori. Innanzitutto esso sembrava offrire “la possibilità di ottenere
             […] il consenso francese al riarmo tedesco” giudicato indispensabile per rafforza-
             re la difesa del confine settentrionale e per evitare una involuzione della strategia
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             militare di Washington . In secondo luogo, il successo dell’iniziativa avrebbe fatto
             compiere “un altro passo innanzi, dopo il Piano Schuman, al processo di integra-
             zione europea, […] che era uno degli obiettivi della […] politica estera [dell’Ita-
             lia]”. Infine, il sostegno alla linea di Parigi si inseriva nell’indirizzo di fiancheg-
             giamento dell’azione della Francia - ufficialmente inaugurata alla conferenza di
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             santa margherita  - con la quale l’Italia si proponeva “di svolgere una politica di
             amicizia e di vicendevole assistenza” .
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                Dal canto loro, gli alti comandi delle Forze Armate fin dalla fase preliminare
             che aveva preceduto la convocazione della Conferenza di Parigi, reagirono con
             un misto di sospetto e di scetticismo al Piano Pleven pur riconoscendo la neces-
             sità di assegnare un carattere prioritario al traguardo del riarmo della Repubblica
             Federale Tedesca. La condivisione di questo obiettivo, unita alla vaghezza dei
             progetti francesi e all’incertezza che circondava sia l’azione del Governo italiano
             che l’esito finale del negoziato, frenò inizialmente una decisa presa di posizione
             in senso contrario.
                A questo riguardo, nella riunione tenuta poche ore prima dell’inizio della con-
             ferenza di Parigi (15 febbraio 1951), il ministro della Difesa italiano, Paolo Emilio
             Taviani, diede istruzione ai membri della delegazione di mantenere “un atteg-
             giamento estremamente riservato” a fronte dell’indeterminatezza delle proposte
             presentate dagli altri paesi. L’esponente democristiano, nominato a capo della de-


             6  In un appunto per il Presidente del Consiglio del 13 febbraio 1951 il Segretario Generale
                del Ministero degli Esteri, Sergio Zoppi, giustificava l’esigenza di favorire il riarmo della
                Repubblica  Federale  Tedesca  con  il  fatto  che  “il  settore  italiano  essendo  infatti  il  più
                esposto si troverebbe privo, al nord, di quell’appoggio che abbiamo mirato costantemente
                ad ottenere e che può essere costituito soltanto da una solida organizzazione difensiva
                della Germania occidentale. In più, lo scoraggiamento che ne deriverebbe nella opinione
                pubblica e nei circoli responsabili americani, potrebbe far risorgere, di fronte al permanere
                di una situazione fluida in Europa,la tendenza a concentrare la difesa effettiva e organizzata
                del Continente ai due capisaldi strategicamente e politicamente più sicuri: isole britanniche
                e penisola iberica”(in: Archivio Storico e Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri,
                d’ora in poi solo ASDMAE, Direzione Generale degli Affari Politico, d’ora in poi solo
                DGAP 1950-57, Uff. IV, Vers. CED, b. 1, fasc.1).
             7  Sui rapporti italo-francesi fino alla conferenza di Santa Margherita si veda P. Guillen, les
                vicissitudes des rapports franco-italiens de la rencontre de Cannes (décembre 1948) à celle
                de Santa Margherita (février 1951), in J.b. duroselle-e. serrA (a cura di), italia e Francia
                1946-1954, Milano 1988,  pp.  13-30  .  Per  il periodo successivo  vedi  id.,  les questions
                européennes dans les rapports franco-italiens de la rencontre de Santa Margherita (février
                1951) au voyage de Pierre Mendès France à Rome (janvier 1955), in Ibidem, pp. 31-48.
             8  ASDMAE, DGAP 1950-57, Uff. IV, Vers. CED, b. 2, fasc. 6 Conferenza di Parigi - luglio,
                pos. 13-C, Zoppi per Luciolli, Roma, 26 luglio 1951.
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