Page 249 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda             249



                   niche e nazionali che non potranno non
                   influenzare una parte considerevole della
                   nostra opinione pubblica: di opposizioni
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                   ne avremo e molte […]” .
                Le previsioni di Quaroni circa la contra-
             rietà  dell’Esercito  parvero  trovare  confer-
             ma non appena la circolazione delle prime
             notizie riguardanti i disegni francesi di or-
             ganizzazione di una forza europea permise
             l’elaborazione di un primo giudizio da par-
             te dello stato maggiore della Difesa. in un
             memorandum preparato probabilmente alla
             vigilia dell’apertura della conferenza, veni-
             vano presentate una serie di obiezioni che
             solo in parte erano da ricondurre al progetto               Pietro Quaroni
             specifico che andava prendendo forma a Pa-
             rigi: in realtà era l’idea stessa della costituzione di un esercito europeo ad essere
             messa in discussione.  Pur partendo dal riconoscimento del fatto che la proposta
             francese si inseriva nella linea europeista della quale l’Italia “si era fatta parte at-
             tiva”, si rilevava come la costituzione di forze integrate avrebbe dovuto essere “il
             derivato di una organizzazione politica europea, che finora era rimasta nel campo
             astratto”. In questa ottica, quella di Parigi appariva una concezione “prematura,
             specialmente se […] doveva essere subordinata alla creazione di un Ministro della
             Difesa europeo”. La concezione europeista non poteva identificarsi con un eserci-
             to comune “quale voluto dalla Francia e nel momento attuale” e pertanto le even-
             tuali obiezioni al progetto di Parigi “non potevano significare una contraddizione
             alle posizioni precedentemente assunte” .
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                i primi segnali di insofferenza si accompagnavano inoltre alla crescente sen-
             sazione di una certa disomogeneità nell’impostazione di fondo. Mentre infatti le
             direttive di carattere politico si soffermavano sulla necessità di “facilitare l’azione
             della Francia nei confronti del riarmo tedesco e, finché possibile, fiancheggiarne il
             progetto di esercito europeo” nel rispetto degli impegni atlantici, il Capo di Stato
             Maggiore dell’Esercito, Efisio Marras, illustrò dettagliatamente al capo della dele-

             11  ASDMAE, DGAP 1950-57, Uff. IV, Vers. CED, b. 5, fasc. 17a, pos. 13-C, Quaroni per
                ministro degli Esteri, Parigi, 24 dicembre 1950.
             12  ASDMAE,  DGAP  1950-57,  Uff.  IV,  Vers.  CED,  b.  4,  fasc.  12  “Conferenza  Esercito
                Europeo-Appunti”,  pos.  13-C,  considerazioni  dello  Stato  Maggiore  della  Difesa  circa
                l’esercito europeo proposto dalla Francia, s.l., s.d. La mancanza di qualsiasi accenno
                alla conferenza di Parigi e il fatto che non si fosse ancora verificato il confronto fra la tesi
                francese e quella tedesca sul livello al quale iniziare l’integrazione degli eserciti lasciano
                pensare che il documento sia stato redatto in un periodo di poco antecedente al 15 febbraio.
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