Page 254 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 254

254                      L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate



                                 21
             via della federazione” , coinvolgendo settori giudicati vitali per gli interessi na-
             zionali. Nella sostanza, la proposta non faceva che ricalcare i suggerimenti espres-
             si pochi giorni prima da Giovanni malagodi in un lungo memorandum per De
                           22
             Gasperi e Pella , contribuendo a far maturare quella scelta federalista che avrebbe
             caratterizzato l’approccio di De Gasperi e di sforza nei mesi successivi.
                Sotto  questo  profilo,  appare  interessante  notare  che,  mentre  il  Governo  si
             apprestava a sviluppare un’iniziativa dai marcati accenti federalisti, quasi con-
             temporaneamente i vertici dell’esercito approdavano alla convinzione che fosse
             preferibile ridurre al minimo l’impegno dell’italia limitandosi ad una presenza
             “simbolica”. Nel riassumere i risultati dei primi mesi di lavoro, il generale Mar-
             ras osservò in una lettera per il ministro della Difesa che i rappresentanti italiani
             “pur sforzandosi di non prendere posizione erano costretti […] per forza di cose
             ad esprimere di tanto in tanto il loro parere e ad assumere indirettamente qualche
             impegno” che finiva per trascinare il Paese “in un meccanismo che […] pot[eva]
             danneggiarci gravemente”. In primo luogo, la probabile dislocazione del grosso
             delle forze europee sul suolo tedesco avrebbe ridotto il ruolo dell’Italia “ad una
             parte secondaria, che non giustificherebbe i gravi impegni e limitazioni politiche,
             militari e finanziarie che dovremmo assumere”; inoltre, se pure il numero degli
             effettivi europei fosse risultato maggiore di quanto allora previsto, sarebbe stato
             “troppo presto, per ora e per qualche anno almeno, per vedere sul nostro territorio
             unità tedesche ed anche francesi”. Pertanto – concludeva Marras –, qualora l’eser-
             cito europeo fosse stato strutturato secondo tali coordinate l’italia avrebbe dovuto
             parteciparvi “in modo puramente simbolico, assumendo una posizione analoga a
                                      23
             quella della Gran Bretagna” .
                Una  volta  conosciuto  il  contenuto  della  lettera,  Sforza  fece  giungere,  a  di-
             stanza di tre settimane, una risposta che respingeva senza appello le critiche del
             Capo di stato maggiore. il ministro degli Esteri rilevò che i timori di marras
             avrebbero potuto essere compresi nel caso in cui l’esercito europeo fosse stato
             un progetto “fine a se stesso”, ma dal momento che il Governo italiano lo inten-



             21  ASDMAE, Fondo Cassaforte, b. 23, Quaroni per De Gasperi, Parigi, 2 agosto 1951. È
                interessante notare come in questa fase Quaroni, solitamente poco attento alle esigenze
                dei militari, avanzasse l’idea di conservare una parte delle forze armate sotto il comando
                nazionale  per  evitare  una  eccessiva  svalutazione  del  fronte  meridionale:  “noi  abbiamo
                anche una funzione mediterranea, e […] quindi abbiamo bisogno di una parte riservata
                del nostro esercito in funzione mediterranea. È una proposta che ha i suoi vantaggi ed i
                suoi svantaggi: fra l’altro quello di dividere l’Italia in due parti, cosa che in campo NATO
                abbiamo sempre cercato di evitare”.
             22  ASDMAE, Fondo Cassaforte, b. 23, Malagodi per De Gasperi e Pella, Parigi, 28 luglio
                1951.
             23  ASDMAE,  DGAP  1950-57,  Uff.  IV, Vers.  CED,  b.  2,  fasc.  6  “Conferenza  di  Parigi  –
                luglio”, pos. 13-C, lettera di Marras per Pacciardi, 30 giugno 1951.
   249   250   251   252   253   254   255   256   257   258   259