Page 255 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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III SeSSIone - L’ItaLIa repubbLIcana e La guerra fredda             255



             deva “come espressione di una Confe-
             derazione  Europea da formarsi prima
             o  dopo  a  seconda  delle  circostanze”,
             esso  andava  inquadrato  nel  più  vasto
             ambito  dell’unificazione  continentale.
             Inoltre,  una  volta  appurato  il  vantag-
             gio derivante dalla partecipazione della
             Germania  alla  difesa  dell’Occidente,
             “politicamente sarebbe stato un errore”
             lasciare che il riarmo di Bonn venisse
             gestito  senza  il  concorso  dell’Italia,
             anche  perché  l’eventuale  arrivo  di  de
             Gaulle al potere avrebbe potuto acce-
             lerare  improvvisamente  il  processo.
             Quanto all’idea di condurre una politi-
             ca di fiancheggiamento esterno analoga
             a quella di Londra, Sforza osservò che
             sarebbe stato indispensabile “avere un
             potenziale  economico  e  militare,  una                     Carlo Sforza
             posizione di grande potenza come ave-
             va la Gran Bretagna”; l’Italia era invece “nella necessità di non rimanere tagliata
             fuori da tutte quelle iniziative europee che potevano portare ad intime intese fra gli
             altri Paesi del Continente”. Sotto il profilo strettamente militare, il timore espresso
             da marras di una svalutazione delle esigenze difensive nazionali a vantaggio di
             Francia e Germania risultava smentito dalle recenti prese di posizione dello Stan-
             ding Group favorevoli all’inclusione di Grecia e Turchia nel Patto atlantico e dal
             progressivo affermarsi in seno al Pentagono e allo sHAPE dell’idea che non fosse
             militarmente conveniente localizzare il conflitto. Tutto ciò indicava una crescita
             dell’importanza attribuita al Mediterraneo e al confine terrestre italiano “quali
             cerniere di tutto lo schieramento difensivo-offensivo”; d’altra parte - aggiungeva
             Sforza -, “l’errore commesso da Hitler di non vedere che le guerre si vincono e si
             perdono nel mediterraneo era troppo recente per non essere presente nella mente
             dei più”. Date queste premesse, e considerato il nuovo atteggiamento americano di
             cui non si poteva “non tenere conto”, i rischi paventati dal Capo di Stato Maggiore
             circa la parte di secondo piano che sarebbe spettata all’Italia apparivano “molto
                                                                     24
             minori ed i vantaggi ultimi certamente superiori agli svantaggi” . Ovviamente nel
             corso dei negoziati la delegazione italiana si sarebbe adoperata affinché lo sforzo
             finanziario fosse sostenuto in rapporto alla situazione economica dei singoli Paesi
             e avrebbe cercato di ottenere una rappresentanza paritaria con Francia e Germania


             24  Ivi, lettera di Sforza per Marras, 21 luglio 1951.
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