Page 386 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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386 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
preavviso minimo occorrente per dare inizio alle operazioni di sostituzione delle
truppe alleate venne valutato in 10 giorni, in modo da consentire: il trasferimento
in Emilia, sede della Divisione “Trieste”, del personale delle divisioni del sud; il
rientro agli acquartieramenti dei reparti impegnati nei campi d’arma ed un minimo
di amalgama fra il personale già in forza alla divisione e quello proveniente da
altre unità. L’operazione prevedeva anche l’intervento di unità navali della Marina
concentrate nel porto di Venezia e l’appoggio dei velivoli della 56ª Forza aerea
tattica.
In luglio, lo SMD ordinò l’esecuzione del piano di completamento al 75%
degli organici della Divisione “Trieste”. A fine agosto, su indicazioni del generale
inglese T. Winterton, che ricopriva la carica di Governatore militare e comandante
della zona di Trieste, il ministro Fracassi, consigliere politico italiano del coman-
dante militare alleato di Trieste, dispose la modifica del piano di intervento italiano
nella zona A precisando che «non si tratterà di una rapida occupazione basata sulla
ipotesi di possibili azioni di forza, ma di un pacifico e metodico trapasso di pote-
ri.» Le forze di terra impegnate nell’azione dovevano essere drasticamente ridotte
fino a livello di un raggruppamento rinforzato da elementi motocorazzati, mentre
marina ed Aeronautica dovevano limitarsi a predisporre la partecipazione all’en-
trata delle forze italiane in Trieste di minori unità a semplice titolo rappresentati-
vo. Lo smD precisò che la sorveglianza e la copertura della frontiera dovessero
essere affidate alla polizia civile del TLT inquadrata da ufficiali dei Carabinieri,
mentre l’Esercito avrebbe avuto semplicemente il compito di tenersi in grado di
intervenire in caso di necessità per garantire l’integrità del territorio nazionale. Il
trasferimento a Trieste dei reparti prescelti sarebbe stato preceduto dall’invio di
ufficiali di collegamento e di forieri di alloggiamento molti giorni dopo la data
dell’accordo in sede politica. il corpo di occupazione militare costituito da un rag-
gruppamento tattico della Divisione “Trieste” avrebbe dovuto svolgere compiti
di riserva per immediati interventi sulla linea di frontiera in modo da ripristinare
eventuali violazioni e per la tutela dell’ordine pubblico. L’esiguità del corpo di
occupazione imponeva l’adozione di particolari misure cautelative per l’interven-
to tempestivo con altre forze in caso di necessità; a tale scopo venne disposto in
segreto l’approntamento nelle sedi stanziali di un raggruppamento della Divisione
leggera di fanteria “Folgore” su base 182° Reggimento di fanteria. Lo SME non
mancò di esternare alcune perplessità sulla fattibilità del piano, in particolare sulla
scarsa fiducia riposta nella polizia civile di Trieste al servizio degli alleati, i cui
elementi simpatizzavano perlopiù per la causa jugoslava (solamente il 38% dei
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militi erano di sentimenti filo italiani). il 4 settembre 1954 venne designato il
generale Mario Gianani quale comandante del corpo di occupazione. Il Coman-
45 Foglio n. 10055/Op. in data 2 settembre 1954, Trapasso di poteri civili e militari in Trieste,
smE.

