Page 384 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 384
384 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
41
proprie del tempo di pace . L’efficienza dimostrata dall’Esercito nel corso dell’o-
perazione e la bella prova di discipli na e di spirito di sacrificio delle sue unità, val-
sero a dimostrare l’avvenuta ripresa morale dell’Italia, dopo le tragiche e dolorose
vicende della seconda guerra mondiale. La relazione conclusiva sulle operazioni
di mobilitazione e di trasferimento di grandi unità al confine così riferisce: «Le
operazioni di richiamo hanno avuto svolgimento regolare e si sono esaurite nei
tempi previsti. se si considera che gli ordini di richiamo sono giunti ai comandanti
di distretto il giorno 19 sera e che l’af flusso dei richiamati è praticamente ultimato
il giorno 24, è da rilevare senz’altro che le operazioni sono state attuate con la
massima celerità. L’afflusso del personale, iniziato sin dal giorno 21, ha raggiunto
il 24 sera percentuali intorno al 90%, toccando per talune unità anche il 100%. I
mancanti sono da conside rarsi nella maggior parte irreperibili che per ragioni di
lavoro si erano spostati di sede senza notificare il movimento. Nessuno ha rifiuta-
to la chiamata, [...] Il trasporto ferroviario alla frontiera orientale della Divisione
di fanteria “Cremona” e della Brigata alpina “Tridentina” è stato caratterizzato
da rapidità di organizzazione e immediatezza di esecuzione. Il movimento della
Divisione “Cremona” si è attuato in 59 ore con complessivi 50 convogli per 1.750
veicoli ferroviari. Il movimento della Brigata ‘Tridentina”, che non era compreso
in piani di trasporti di emergenza e che non ha quindi potuto benefi ciare di alcuna
predisposizione organizzativa, si è svolto in 35 ore con complessivi 21 convogli
per 650 veicoli ferroviari.» 42
Dal punto di visto politico-diplomatico, la crisi di Trieste del 1953 ottenne
il risultato di accelerare la soluzione dell’annosa questione in senso favorevole
agli interessi nazionali. Nel maggio 1954, in previsione dell’eventualità che la
questione del TLT potesse sbloccarsi, lo SMD ordinò l’aggiornamento della pia-
nificazione per l’occupazione della zona A da parte delle Forze armate italiane.
Le direttive del Capo di smD prendevano in considerazione la sola ipotesi di una
occupazione pacifica, senza cioè opposizione armata da parte della Jugoslavia,
«non escludendo però fatti isolati tipo colpi di mano e azioni di partigiani più o
43
meno spontanee.» il piano di occupazione stilato nel giugno 1954 prevedeva
l’intervento della Divisione “Trieste” rinforzata da reparti di Cavalleria, dei Ca-
rabinieri, ed a titolo rievocativo degli eventi storici del 1918, da un battaglione
dell’8° Reggimento bersaglieri. L’operazione doveva avvenire con la massima ra-
pidità in modo da prevenire eventuali sconfinamenti delle truppe di Tito, come era
41 F. Stefani, La storia della dottrina e degli ordinamenti dell’Esercito Italiano, cit., pp. 935-
936.
42 Foglio n. 170/Op. in data 28 ottobre 1953, Operazioni di richiamo, approntamento e
trasferimento di unità per nota esigenza, smE.
43 Foglio n. D305/Op. in data 5 maggio 1954, Occupazione della Zona “A” del Territorio
Libero di Trieste, SMD- 1° Reparto – Sezione operazioni.

