Page 389 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             campagna, compagnia pionieri, compagnia trasmissioni, reparto autocarreggiato
             di sezione sanità, nucleo di sezione sussistenza, autosezione, plotone misto servi-
             zi, officina leggera.
                Le truppe italiane prescelte per l’ingresso in Trieste vennero articolate in 4 co-
             lonne. La colonna A, composta di 2 battaglioni territoriali Carabinieri rinforzati da
             2 compagnie autoportate del XIII Battaglione mobile carabinieri, dalla compagnia
             Guardia di finanza, dal 2° Reparto celere di polizia rinforzato con 3 compagnie del
             V Reparto mobile di Pubblica Sicurezza, reparti Carabinieri di frontiera e reparti
             speciali della Pubblica Sicurezza, iniziò il movimento alle ore 05.30 lungo l’itine-
             rario costiero per raggiungere i posti di blocco di confine e le località fissate ido-
             nee al mantenimento dell’ordine pubblico. La colonna B, composta dal comando
             Raggruppamento “Trieste”, dal I e III battaglione dell’82° Fanteria, da un’aliquota
             del V Battaglione dell’8° Reggimento bersaglieri, dal I gruppo squadroni del 4°
             Reggimento di cavalleria, dal I gruppo del 21° Reggimento di artiglieria, oltre
             ai reparti di supporto ed ai servizi del raggruppamento, iniziarono il movimento
             dal valico di Duino alle ore 06.30 lungo l’autostrada per Trieste. La colonna C,
             composta dal seguito del generale de Renzi, da 300 bersaglieri con fanfara e dal II
             battaglione dell’82° Fanteria, mossero alle ore 10.00 da Duino lungo l’itinerario
             costiero in direzione del piazzale della stazione ferroviaria. La colonna D, compo-
             sta dal V Reparto mobile di polizia e dal XIII Battaglione mobile carabinieri meno
             le unità decentrate, mosse alle 12.20 lungo l’itinerario dell’autostrada per Trieste.
             Si trattava di un complesso di 7.881 uomini, con 193 motocicli, 175 autovetture,
             554 autocarri, 44 carrette cingolate, 18 trattori d’artiglieria, 23 scout car, 24 au-
             toblindo, 9 carri armati leggeri M24, 44 Half Track ed 11 automezzi speciali. La
             Divisione navale lasciò la fonda dal Lido di Venezia alle ore 07.00 del 26 ottobre
             per giungere al porto di Trieste alle ore 11.25; alla stessa ora, 16 aviogetti prove-
             nienti dagli aeroporti di Vicenza sorvolarono la città.
                La motivazione ufficiale dell’annullamento della programmata cerimonia di
             commiato delle forze alleate all’albergo Excelsior venne ricercata nelle pessime
             condizioni meteorologiche, che avevano costretto le navi anglo-americane a mol-
             lare anzitempo gli ormeggi. Più realisticamente, il generale Winterton ebbe timo-
             re di atti di ostilità da parte della popolazione che nella gran parte nutriva astio
             riguardo il regime di occupazione imposto dagli alleati e durato quasi dieci anni.
             L’ingresso delle truppe italiane a Trieste si svolse senza alcun incidente, così alle
             ore 19.00 del 28 ottobre il generale de Renzi comunicò di aver ricevuto comunica-
             zione telegrafica dal Presidente del Consiglio di passare l’indomani tutti i poteri al
             prefetto Palamara. Il 4 novembre, 36° anniversario della Vittoria, si svolse in Trie-
             ste, alla presenza del Capo dello Stato, una cerimonia celebrativa ed una rivista
             militare con la partecipazione delle truppe già in Trieste, nonché delle altre Forze
             Armate e Corpi armati dello stato. Sfilarono alla parata reparti delle tre Accademie
             militari, delle Divisioni “Mantova”, “Folgore”, “Ariete”, della Brigata “Julia”, del
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