Page 394 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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394 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
associandovi anche obiettivi di sviluppo per avviarlo all’autogestione in un tempo
definito e secondo regole scritte e amministrate dall’Organizzazione delle Nazioni
Unite. La nascita di tale nuovo istituto pose non pochi problemi poiché, pur aven-
do obiettivi e prospettive diverse, nasceva in un contesto ancora fortemente legato
all’ideologia imperialistica propria delle Potenze coloniali.
L’Italia, La Questione Coloniale e il Patto Atlantico
sin dal primo Consiglio dei ministri degli Esteri svoltosi a Londra (11 settem-
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bre - 2 ottobre 1945), la posizione dell’Italia risultò estremamente debole . Fu
subito evidente che la questione delle colonie sarebbe stata affrontata prioritaria-
mente sul piano degli interessi dei Quattro Grandi e solo successivamente sareb-
bero state considerate le istanze degli altri Paesi coinvolti. Le cause del fallimento
della Conferenza di Londra furono numerose: le rigidità dovute all’antagonismo
delle Potenze nel Mediterraneo e in Medio Oriente, l’interesse etiope per lo sboc-
co al mare e quello britannico per la Libia. Un decisivo peso ebbero i sospetti
suscitati dalla posizione della delegazione sovietica, favorevole alla concessione
alle Potenze vincitrici delle colonie italiane a titolo di amministrazione fiduciaria
singola. Gli Stati Uniti inquadrarono la strategia di Mosca nella fase di ripresa
dell’espansionismo sovietico avviata dalla metà del 1945 e pertanto, in opposizio-
ne all’URSS, sostennero l’ipotesi di un’amministrazione fiduciaria collettiva. A
Londra si concordò unicamente su un punto, ovvero rimandare la questione delle
colonie italiane al regime di amministrazione fiduciaria da discutere in occasione
dell’Assemblea dell’ONU. Nel novembre 1945, l’Italia presentò un Memorandum
in cui vennero esposte le motivazioni per cui essa deteneva tali colonie («acquista-
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te in virtù di accordi internazionali con le Potenze europee» ) e le ragioni per cui
sarebbe stato opportuno che essa avesse continuato tale gestione. Tra le motiva-
zioni vi furono l’equilibrio raggiunto nell’area e con i civili locali, l’utilità delle
colonie come area d’assorbimento della sovrappopolazione italiana, specie a fron-
te di una scarsità di popolazione indigena . il raggiungimento di un compromesso
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7 Sul tema si rimanda al volume di Ottavio Bariè, Dall’Impero britannico all’impero
americano. scritti scelti di storia delle relazioni internazionali. A cura di massimo
de Leonardis (Le lettere, Firenze 2013). Il governo non poté partecipare, con suoi
rappresentanti, all’elaborazione del Trattato di Pace che venne definito dai quattro “grandi”
(Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna).
8 Cfr Memorandum on the italian colonies, 1945, in centro itAliAno di studi e PubblicAzioni
Per lA riconciliAzione internAzionAle, The question of the Italian colonies, Roma 1945.
9 «Nel giro di cinquant’anni l’Italia ha dotato quei territori d’una attrezzatura civile atta a
consentire l’attività colonizzatrice dei propri cittadini. Il lavoro degli italiani ha, infatti,
reso produttive quelle terre desertiche creando per tal via uno stretto vincolo tra esse e la
madre patria» Memorandum on the italian colonies, 1945, in centro itAliAno di studi e
PubblicAzioni Per lA riconciliAzione internAzionAle, op.cit.

