Page 396 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 396

396                      L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate



             la posizione del Paese sulla questione coloniale. Lo stesso Sforza, rispondendo
                                                                  10
             alle voci revisioniste e antiatlantiste emerse dopo l’adesione , che spingevano per
             avanzare nuove pretese sul tavolo delle Potenze, sottolineò che l’Italia non poteva
             aspettarsi una revisione dei Trattati e, vista la propria condizione particolare di
                                                                             11
             nazione sconfitta, non aveva mai neanche potuto avanzare reali richieste .
                La questione africana si intersecò con un altro tema cruciale per la politica
             estera italiana del dopoguerra, oltre la scelta di campo tra est e ovest, ovvero la
             collaborazione in campo europeo. Non a caso la questione africana fu alla base
             della sotterranea tensione tra Italia e Gran Bretagna, nel secondo dopoguerra. Il
             verdetto dell’Assemblea Generale rappresentò alla fine un risultato apprezzabi-
             le per l’Italia, ma esso fu raggiunto in larga parte grazie all’appoggio dei Pae-
             si del centro e sud America, che conferirono all’Italia una vera e propria forza
             contrattuale. Tale intesa costituì un successo della diplomazia italiana successiva
             al conflitto mondiale e fu ottenuta anche e soprattutto per l’attrazione esercitata
             dall’italia in campo economico e per l’aspirazione latino-americana a diventa-
             re un soggetto attivo sulla scena mondiale. Grazie al supporto latino-americano,
             l’italia ottiene non solo il trusteeship somalo, ma anche un seggio nel Consiglio
             consultivo della Libia e riuscì a bloccare qualsiasi proposta di annessione dell’E-
             ritrea all’Etiopia. Inoltre, soltanto la rinuncia di Roma alla tesi dell’indipendenza
             avrebbe aperto, l’anno dopo, la via a una soluzione che fu un compromesso tra
             l’indipendenza piena e l’annessione. Quello somalo non fu un risultato facile o
             scontato in partenza: il Comitato politico si orientò gradualmente e a fatica verso
             il mandato fiduciario dell’Italia in Somalia, con un lento adeguamento anche da
             parte dell’opinione pubblica italiana, abituata all’idea che l’Italia sarebbe tornata
             nelle sue colonie fasciste, senza alcuna eccezione. Ma il vero risultato politico fu
             che il mandato italiano in somalia passò con il consenso dei Paesi di nuova indi-
             pendenza: fu l’effetto di una convergenza con un mondo che stava uscendo dal
             periodo coloniale e che costituiva dunque una base per la nuova politica italiana
             verso l’Africa e dell’Asia.

             Uno status giuridico ad hoc
                Come detto, la posizione italiana dopo il secondo conflitto fu altrettanto par-
             ticolare quanto l’istituto del trusteeship somalo a lei assegnato, specie in quanto







             10  Sul tema si veda Intervento di Nenni (13 marzo 1949) e Intervento di Russo Perez (15
                marzo 1949) in cAMerA dei dePutAti, Discussioni dal 23 febbraio al 3 maggio 1949, vol. V,
                Tipografia della Camera dei Deputati, Roma, 1949, pp.6798 - 6807 e pp. 6899-6910.
             11  Intervento in aula del Ministro Sforza, 15 marzo 1949, cAMerA dei dePutAti, cit, p.6910
   391   392   393   394   395   396   397   398   399   400   401