Page 383 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             vimenti, il cattivo equi paggiamento e la mancanza di indumenti invernali, sembra
             abbiano inciso sulla disciplina e sul senso del dovere del soldato in genere, cosi
             da provocare casi di diserzioni da parte dei richiamati e di mancate pre sentazioni
             ad ordini di richiamo.» 40
                Il 9 novembre, vengono impartite nuove direttive per l’attuazione della coper-
             tura di contingenza con l’inserimento in prima schiera della Brigata alpina “Ca-
             dore”. La riserva di Corpo d’Armata, costituita dalla Brigata “Tridentina” e dalle
             Divisioni “Ariete” e “Cremona”, è orientata a svolgere contrattacchi o al presidio
             della linea arretrata di contenimento appoggiata ai corsi dei fiumi Natisone, Torre
             e Isonzo. Il 10 novembre, il V Corpo d’Armata viene autoriz zato a provvedere
             d’iniziativa, qualora necessario, al caricamento di alcuni fornelli dì mina per inter-
             ruzioni stradali.  Il 16 novembre, il V Corpo d’Armata riepiloga gli sconfinamenti
             jugoslavi e gli incidenti di confine avvenuti nel corso della crisi. A partire dal 19
             ottobre, si sono registrati 10 sconfina menti aerei e 2 terrestri; in 4 occasioni vedet-
             te italiane hanno aperto il fuoco contro gruppi di individui sconosciuti.
                Il 13 settembre, un pilota jugoslavo ha disertato con il suo apparecchio F-47
             (nuova designazione del P-47 Thunderbolt) ed è atterrato all’aeroporto di Aviano.
             Il 5 dicembre, infine, lo SMD emana le direttive per il progressivo rientro in sede
             delle  unità  schierate  alla  frontiera  orientale.  Infatti,  per  accordi  politico-diplo-
             matici intervenuti con la Jugoslavia, la situazione militare nella regione dovrà
             essere normaliz zata dalle due parti entro il 20 dicembre. ii 6 dicembre vengono
             dati, così, gli ordini per il ritiro dei reparti dal confine ad eccezione della Divisione
             “Folgore” e di un Raggruppamento della “Cremona”. Il 12 dicembre, anche i re-
             parti di queste due Divisioni vengono autorizzati al rien tro in sede. Il 13 dicembre,
             gli organi informativi danno notizia del ritiro dai confine di una divisione di fan-
             teria e dei reparti corazzati jugoslavi. Come programmato, entro il 20 dicem bre,
             sono ultimati i movimenti di ripiegamento delle unità italiane.
                L’esigenza “T” (Trieste), come venne chiamata, risultò in pratica un’impo-
             nente esercitazione “in bianco”, che mise duramente alla prova l’intera organiz-
             zazione delle Forze armate, interessando indistintamente tutte le sue componenti:
             ordinamento,  mobilitazione,  operazioni,  logistica,  informazioni.  Essa  impegnò
             direttamente 7 grandi unità ed un numero vario di supporti, ma coinvolse un po’
             tutto l’Esercito italiano, dallo Stato maggiore ai comandi militari periferici, dalle
             grandi unità operative di prima e di seconda schiera alle scuole d’arma. Vennero
             richiamati dal congedo 294 ufficiali, 525 sottufficiali e 12.380 militari di truppa,
             men tre il primo scaglione della classe 1931 venne trattenuto alle armi. L’operazio-
             ne si svolse in un clima simile a quello di guerra, anche se con molte limitazio ni




             40  Appunto n. 40372/3-1 in data 6 novembre 1953, Notizie sulla situazione interna jugoslava
                nel periodo 20 ottobre – 5 novembre.
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