Page 378 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             blindata. Il 5 settembre, lo SMD ordina di concedere la libera uscita domenicale
             ai reparti di stanza al confine, mentre, a partire dal 9 settembre, vengono ridotti
             i pattugliamenti lungo la frontiera. Il 10 settembre, lo stesso alto comando dà
             disposizioni per lo studio di un’operazione mirante all’occupazione della zona A
             presupponendo l’accordo con gli Alleati e la loro sostituzione pacifica con truppe
             ita liane. Il 14 settembre, viene disposta la graduale riduzione delle forze in li-
             nea, con il rientro in sede dei reparti della Brigata alpina “Julia”. Il 15 settembre,
             infine, lo SME presenta il nuovo piano d’operazione “Delta”.  «L’azione deve
             essere condotta con il concetto di: a) sfruttare tutte le possibili vie di accesso per
             rag giungere il confine della zona A con la Jugoslavia e con la zona B del TLT
             nel più breve tempo possibile dall’inizio dell’azione, attribuendo più valore alla
             celerità di affluenza delle forze che non alla loro consi stenza; b) incrementare,
             rapidamente, le forze predette in modo da porle in grado di far fronte con suc cesso
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             alla eventuale reazione jugoslava.»  Allo scaglione di forze provenienti dal mare
             vengono assegnati 3 battaglioni di cui uno bersaglieri, mentre l’azione dall’aria
             viene limitata all’aviotrasporto anziché al lancio del bat taglione paracadutisti. Lo
             scaglione proveniente da terra è previsto della forza di una divisio ne leggera dì
             fanteria (la “Trieste” e unità di rinforzo della Divisione di fanteria “Cremona”),
             destinata ad entrare immediatamente in azione, unitamente ad un reggimento di
             cavalleria blindata, un gruppo squadroni carri pesanti e un gruppo di artiglieria da
             campagna.
                Il 19 settembre, il Capo di SMD ordina di procedere al graduale rientro in sede
             dei reparti, lasciando sul confine soltanto alcune compagnie ed il Reggimento
             di cavalleria blindata “Genova”. Il 21 settembre, i reparti interessati all’azione
             vengono autorizzati ad inviare in licenza il personale dipendente in misura non
             superiore al 5% della forza effettiva. L’8 ottobre, a seguito della dichiarazione
             anglo-americana sulla volontà di trasferire la zona A del TLT all’Italia, il Capo
             di SME ordina al comando del V Corpo d’armata di predisporre l’immediato ap-
             prontamento di alcune unità dipendenti, quali la Divisione corazzata “Ariete”,
             il Reggimento di cavalleria blindato “Genova”, il Sottoraggruppamento di arti-
             glieria controcarri e un Raggrup pamento motorizzato della Divisione dì fanteria
             “Folgore”, un gruppo squadroni del Reggimen to “Novara”. Viene disposto, inol-
             tre, l’invio alla Divisione “Trieste” degli specializzati previsti in suo rinforzo.
             Il 9 ottobre, gli ordini prevedono che, qualora la sostituzione delle forze alleate
             nella zona A debba avvenire senza urgenza, si dovrà procedere come previsto
             dall’operazione “Delta”; in caso di urgenza, invece, si prevede un nuovo piano
             basato sull’intervento di unità del V Corpo d’armata immediatamente disponibili
             per l’azione, già di stanza in Friuli. Il 10 ottobre, vengo no inviati gli ordini di


             34  SME – Ufficio operazioni, Memoria: sostituzione delle truppe anglo-americane nella zona
                A del TLT, in data 16 settembre 1953.
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