Page 376 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             si opponessero non si farà uso della forza. Si tratta perciò di sfruttare la sorpresa,
             infiltrandosi attraverso i reparti alleati e mettere piede nella zona mediante sbarchi
             navali e paracadutisti[...]. Le operazioni contro le eventuali forze jugoslave che
             fossero penetrate nella zona A dovranno limitarsi al loro rigetto oltre confine. Le
             forze di Polizia della zona dovranno essere messe subito in condizione di non
             nuocere.  Nessuna previsione  sicura  sull’atteggiamento  degli  americani  e degli
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             inglesi.»  Allo scopo di ripianare le deficienze organiche di personale specializ-
             zato segnalate dalla Divisione “Friuli”, gli Ispettorati di fanteria, artiglieria e mo-
             torizzazione mettono a disposizio ne equipaggi carri, squadre serventi e conduttori
             di automezzi tratti dalle rispettive scuole d’ar ma. Gli organi dì intelligence infor-
             mano che non è segnalato alcun movimento di truppe jugoslave. Il 31 agosto, gli
             stati maggiori della marina e dell’Aeronautica emanano le direttive per il concor-
             so all’Esercito nell’esecuzione dell’operazione “Delta” e designano i comandanti
             delle forze navali (ammiraglio Corso Pecori Giraldi) e delle forze aeree (generale
             Ranieri Cupini). La Marina mette a disposizione alcuni gruppi navali incentrati
             su uno/due incrociatori, alcune unità di cacciatorpediniere e unità di scorta anti-
             sommergibili, motosiluranti e cannoniere d’appoggio, dragamine, navi ausiliarie
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             e mezzi da sbarco. L’Aviazione rende disponibili: la 5 , la 6  e la 51  Aerobrigata
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             (per un totale di quasi 200 moderni cacciabombardieri); un gruppo di caccia Vam-
             pire del 4° Stormo; uno di F-51 (già P-51) Mustang del 2°; un’ aliquota di 14 aerei
             da trasporto (S-82 e Dakota) e una sezione di velivoli da rico gnizione fotografica.
             il servizio informazioni riferisce sulla situazione delle forze alleate dislocate nel
             TLT che risultano costituite: dal 351° Reggimento di fanteria statunitense, rinfor-
             zato da uno squadrone di cavalleria blindata, una compagnia carri ed elementi del
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             genio e delle trasmissioni; dalla 24 Brigata britannica su 3 battaglioni di fanteria,
             un gruppo squadroni dì cavalleria, un battaglione del genio e una batteria d’arti-
             glieria. In totale sono dislocati nella zona A circa 10.000 uomini. Le forze jugo-
             slave nella zona B risultano: un reggimento di fanteria, 2 reggimenti d’arti glieria,
             un battaglione carri, una compagnia fanteria di marina, una compagnia genio, una
             compagnia trasmissioni, una compagnia trasporti, per una forza complessiva di
             circa 6.000-7.000 uomini.
                Il 1° settembre, il comandante del V Corpo d’Armata, Generale Carlo Biglino,
             responsabile dell’operazione “Delta”, chiede l’intervento politico per assicurare
             l’appoggio degli Alleati all’occupazione della zona A ed informa che occorrono
             18 ore di preavviso per l’inizio dell’o perazione a partire dal 4 settembre. Lo Stato
             maggiore dell’esercito (SME) riferisce però che non è possibile, al momento, fida-
             re sull’appoggio degli Alleati. Il 2 settembre, il Generale Biglino giunge a Roma
             per illustrare personalmente il suo ordi ne di operazione. L’articolazione delle for-


             33  Foglio n. 1/OP in data 30 agosto 1953, Direttive per l’eventuale occupazione della zona A
                del TLT, SMD – 1° Reparto – Sezione operazioni.
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