Page 373 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Gastone Guidotti e
Ales Bebler, rappre-
sentanti dei rispettivi
governi ed entrambi
ambasciatori pres-
so le Nazioni Unite.
mentre Guidotti si
rifiutava di abbando-
nare la tesi sforziana
che poneva la Di-
chiarazione tripartita
quale base negoziale
su cui eventualmen-
te retrocedere con
concessioni, Bebler
si riallacciava a quel
principio della bilan-
cia etnica che avreb-
be consegnato a Bel-
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grado la totalità del TLT con l’eccezione del suo capoluogo .
Contribuì al naufragio delle trattative il clima di tensione in cui la stessa Trie-
ste visse in quei mesi e la crescente insofferenza della cittadinanza verso la tutela
militare e amministrative degli occupanti anglosassoni. Il 20 marzo 1952, in oc-
casione del quarto anniversario della dichiarazione tripartita, una manifestazione
filo-italiana approvata dal sindaco Bartoli venne soffocata delle forze dell’ordine.
Ne seguì la proclamazione di uno sciopero generale che nel giorno successivo
fece registrare nuovi scontri di piazza e un bilancio di 157 feriti tra la popolazione
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civile . L’evento stimolò la decisa reazione di De Gasperi che, abbandonando
informalmente ogni aspettativa sul reintegro della zona B, richiese e ottenne da
Londra e Washington la sostituzione dell’amministrazione alleata di Trieste con
un governo tripartito italo-anglo-americano, benché ciò comportasse una scontata
reazione analoga di Tito.
L’intesa raggiunta nella capitale britannica, il 9 maggio 1952, pose di fatto fine
a qualsiasi ipotesi di soluzione della vertenza diversa dalla spartizione delle due
zone d’occupazione così come delineate nel 1947, ma perché ciò si traducesse
in una nuova e risolutoria ripresa dei negoziati tra le parti si dovette attendere
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ancora . La lentezza delle diplomazie può in questo caso essere addotta ai vivi
25 G. Valdevit, La questione di Trieste 1941-1954…, cit., pp. 243 e ss.
26 D. De Castro, La questione di Trieste…, cit., vol. 2, pp. 170-175.
27 J.B. Duroselle, Le conflit de Trieste, cit., pp. 334-335.

