Page 380 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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battimento d’arresto, ricorrendo soprattutto alle interruzioni.» Ampie zone mi-
nate sono previste a protezione diretta dei ponti sul Tagliamento ed a sbar ramento
delle vie di facilitazione del Carso goriziano. Il comando del V Corpo d’armata
richie de la costituzione di 23 nuclei di controllo aerotattici per la guida da terra
delle missioni di appoggio aereo. Il 18 ottobre, si decide di spostare la Brigata al-
pina “Tridentina” nella zona di Gemona e di completare gli organici della Brigata
“Taurinense” e della stessa ‘Tridentina”. L’Ufficio servizi dello SME rende noto
che il livello delle scorte munizioni, riferito a tutte le forze prevista per l’azione
alla frontiera nord-est, è generalmente basso, addirittura critico per alcune armi
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portatili ed artiglierie campali .
Il 19 ottobre, ottenuta l’autorizzazione a richiamare altri 10.000 uomini, lo
smE stabilisce di completare il fabbisogno di elementi specializzati delle Divisio-
ni “Friuli”, “Legnano” e di due battaglioni della Brigata alpina “Cadore” in modo
da portarle al 75% degli effettivi. Si ordina, intanto, al Sottoraggruppamento con-
trocarri della “Cremona” di affluire per ferrovia nella zona di Pordenone, alla
Brigata “Taurinense” di attestarsi nella zona di Osoppo e a reparti della Brigata
“Orobica” di confluire in val Pusteria. Il Capo Ufficio operazioni, al rientro dalla
missione compiuta a Trieste, riferisce che: «[...] la popolazione di Trieste, nell’al-
ternarsi delle notizie contraddittorie circa le sorti del TLT è sfi duciata e vive sotto
il terrore della previsione di una seconda calata degli slavi in città. È pur vero che
non si sono avute manifestazioni di panico all’infuori dì qualche ritiro di depo-
sito in banca e di qualche partenza di famiglie, in prevalenza ebree. Ma la paura
esiste ed è palpitante nella massa perché il popolo di Trieste ricorda le foibe e le
deportazioni del 1943 e del 1945 e perché i triestini non si fidano in alcun modo
degli Alleati, i quali, ad onor del vero, fanno di tutto per meritare questa sfiducia.
[...] È da segna lare l’iniziativa di esponenti dei locali partiti di destra di volersi
organizzare in bande per contrapporsi alla calata degli slavi, a questa iniziativa
che è da giudicare con opportuna riserva, ma che non si ritiene di dovere senz’al-
tro scartare, il prof. Diego De Castro (consigliere politico italiano del Governo
militare alleato del TLT) vorrebbe sostituire una organizzata e occulta immissione
di carabinieri nel TLT in modo da pre venire o da contrapporre azioni partigiane.»
L’organo di informazione jugoslavo “Primorski Dnevnik” riporta che nella zona
B sono stati costituiti battaglioni volontari composti da ex-partigiani e attivisti
comunisti. Hanno pre sentato la domanda di arruolamento 5.300 uomini dai 20 ai
45 anni, mentre decine di famiglie istriane chiedono di abbandonare la zona B e di
rifugiarsi in italia il 20 ottobre viene trasmessa l’ennesima variante dell’ordine di
35 Piano n. 50/ST/OP in data 17 ottobre 1953, Copertura di contingenza, comando V Corpo
d’armata – SM Ufficio operazioni, informazioni, addestramento.
36 Promemoria in data 16 ottobre 1953, Situazione scorte munizionamento, SME – Ufficio
servizi.

