Page 382 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             delle prime. L’Esercito jugoslavo, pur dimostrandosi ad un esame complessivo
             un esercito numericamente forte, apparentemente dotato di spirito aggressivo, ad
             un attento esame tecnico si dimostra scarso di spirito di coesione, facilmente lo-
             gorabile e non completamente ido neo a condurre un’azione profonda e continua.
             Qualora si voglia tener conto del potenziale bellico mobi litabile da parte delle due
             nazioni, è da tener presente che: le riserve mobilitabili da parte italiana, nume-
             ricamente molto superiori a quelle jugoslave (sì consideri che la popolazione è
             nel rapporto da 1 a 3 a favore dell’Italia) sono bene addestrate e modernamen-
             te istruite. Le riserve jugoslave, invece, ad esclu sione delle ultimissime classi di
             leva, sono state istruite con materiali eterogenei e prevalentemente adde strate ai
             procedimenti di guerriglia.
                Il basso livello culturale della popolazione jugoslava rende problema tica e lun-
             ga la formazione di specialisti e quadri, l’industria bellica jugoslava riesce con
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             difficoltà a sop perire alle esigenze delle Forze armate.»  Lo smE dispone l’as-
             segnazione di una sola “unfoc” (unità di fuoco) di munizioni alle unità del V
             Corpo d’armata, da dislocare nei depositi avanzati. Il 6 novembre, si autorizza
             la concessione delle licenze in misura non superiore al 15% della forza effettiva.
             Un rapporto informativo sulla situazione interna in Jugoslavia riferisce che: «[..,]
             l’atteggiamento politico di Tito nella questione triestina non ha trovato, ad ecce-
             zione che nella Repubblica slovena, il consenso delle popolazioni jugoslave, in
             particolare quelle croate e serbe. [...] Causa più generale di tale disapprovazione
             sarebbe la convinzione che le Forze armate siano scarsamente efficienti e che la
             Nazione, in caso di conflitto armato, difetti di coesione morale. [...] La situazione
             eco nomica è andata, mano a mano, peggiorando. In campo alimentare le requisi-
             zioni di cereali hanno indotto la popolazione a costituire delle scorte ed i contadini
             alla vendita clandestina dei raccolti giacenti.
                Nel campo delle comunicazioni, l’esiguità delle scorte di carburante e le limi-
             tazioni al traffico civile causate da esigenze del traffico militare acuiscono la crisi
             alimentare. Nel campo valutario, la ricerca affannosa nel mercato nero delle valu-
             te pregiate ha portato ad una inflazione nel valore del dinaro. [...] Gli avveni menti
             politici e la situazione economica hanno avuto serie ripercussioni nelle Forze ar-
             nate jugoslave. Dopo pochi giorni di euforia, il morale delle truppe comincerebbe
             a dar segni di depressione e di stan chezza anche a causa della difficile situazione
             logistica: l’insufficienza dei servizi, la carenza di generi alimentari (molti reparti
             della zona B sono costretti ad attingere dalle risorse locali), la deficienza di carbu-
             ranti che ha costretto le autorità militari ad ordinare una stretta economia di mo-

             39  Appunto n. 1325 in data 25 ottobre 1953, Studio comparativo tra le G.U. dell’Esercito
                italiano e le G.U. dell’Esercito jugoslavo. L’Ufficio operazioni dello SME non concordava
                con questa visione ottimistica della situazione dello SMD, mettendo in risalto, da parte
                italiana, il basso livello di forza in tempo di pace delle unità di seconda schiera, le carenze
                in campo addestrativo e la scarsità di rifornimenti essenziali.
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