Page 381 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             operazioni relativo all’oc cupazione della zona A e all’intera Divisione “Cremona”
             viene ordinato di trasferirsi a sud di Udine. Il 24 ottobre, lo SMD ordina di rinfor-
             zare la difesa degli aeroporti di Aviano, Treviso, Vicenza, Ghedi e Villafranca con
             batterie di Artiglieria controaerei e plotoni fucilieri dell’Esercito. Viene, altresì,
             ordinato il completamento del 3° Raggruppamento artiglieria DAT (Difesa Antia-
             erea Territoriale) per la difesa del nodo ferroviario di Bologna e dei ponti sul Po
             della zona e l’ap prontamento del 1° Raggruppamento DAT destinato alla difesa
             contraerei della capitale. Il 25 ottobre, viene costituito, presso il V Battaglione
             trasmissioni di Padova, un nucleo di formazione per collegamenti di aerocoo-
             perazione. Il 26 ottobre, viene invitato presso il comando del V Corpo d’armata
             il professor Enrico Martini, Medaglia d’oro al valor militare, già Maggiore del
             Regio Esercito e comandante delle formazioni partigiane alpine “Mauri”, quale
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             consulente circa la preparazione clandestina jugoslava nella zona A . Lo stesso
             comando comunica altresì di aver deciso, per ragioni politiche, di mantenere aper-
             ti i valichi di frontiera, riaperti anche da parte jugoslava. Il 27 ottobre, gli addetti
             militari statunitense e britannico visitano vari reparti e comandi italiani attestati
             sulla linea di confine, riferendo: «Avete fatto abbastanza ma non troppo; siete in
             condizioni di poter intervenire prontamente, ma non da provocare incidenti. La
             truppa ha fatto un’ottima impressione.» La relazione del comando del V Corpo
             d’Armata sulla visita degli ufficiali superiori alleati riporta: «Si ha fondato motivo
             di ritenere che scopo essenziale della visita del maggiore Hofmann sia stato quello
             di accertare che da parte nostra non si fosse ecceduto nelle misure cautelative sì da
             non poter durare a lungo nell’atteggiamento assunto per scarsa funzionalità logi-
             stica. |... ] Si è lasciato sfuggire di bocca che recentemente l’Esercito jugoslavo ha
             ricevuto un certo numero di carri Patton (30 o 50 non sapeva bene).» 38
                Il 28 ottobre, il V Corpo d’Armata comunica la scomparsa di un soldato da un
             posto di guardia sul monte Sabotino; è la seconda diserzione dopo quella verifica-
             tasi il 15 settembre in zona monte Cucco da parte di un sergente maggiore medico.
             Il 1° novembre, lo SMD trasmet te uno studio comparativo tra l’Esercito italiano
             e quello jugoslavo: «Il rapporto quantitativo, che trova le grandi unità italiane di
             poco inferiori a quelle jugoslave, viene abbondantemente corretto dalla qualità



             37  Nell’aprile 1946 era stata costituita a Udine una apposita struttura di collegamento tra lo
                SME  e  le  formazioni clandestine di  ex  partigiani delle bande  “Osoppo-Friuli”, sotto  il
                nome di copertura di “Ufficio monografie” del V Comando militare territoriale. Nel 1947
                l’organizzazione venne denominata prima 3° Corpo volontari della libertà, poi Volontari
                difesa confini italiani. Nell’aprile 1950 divenne Organizzazione “O” (Osoppo). Cfr. V. Ilari,
                La storia militare della prima Repubblica 1943-1993, Nuove ricerche, Ancona, 1994.
             38  Nei primi anni ’50 gli anglo-americani rifornirono la Jugoslavia con il meglio della loro
                produzione  bellica  riservata  all’esportazione,  come  velivoli  a  reazione  F84G,  aerei  ad
                elica P47 e Mosquito, carri armati M47 Patton, semoventi controcarri M18 ed M36, pezzi
                d’artiglieria da 105, 155 e 203 mm.
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