Page 453 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                conseguenti negativi riflessi d’ordine politico, tecnico e morale; 15
             -  una  generale  riduzione  dell’influenza  italiana  nell’Alleanza  Atlantica  a
                vantaggio della Jugoslavia;
             -  la  formazione  di  uno  schieramento  comune  italo-jugoslavo,  innaturale  per
                ragioni morali, gravido di incognite e quanto mai precario.

                 Cappa sosteneva che siffatto esagerato apprezzamento nei confronti della forza
             jugoslava non avrebbe giovato al sistema difensivo NATO, essendo al contrario
             pregiudizievole: era questo il punto su cui i rappresentanti italiani presso lo SHAPE
             avrebbero dovuto insistere maggiormente, ponendo l’accento sulle funzioni che
             potevano invece essere svolte dalla Jugoslavia. La struttura del regime jugoslavo
             infatti, la sua consistenza politica e militare, i riflessi di un panslavismo al momento
             represso ma suscettibile – data l’ipotesi di conflitto – d’improvvise esplosioni e
             sempre capace di sorprese, la debolezza intrinseca delle sue frontiere orientali
             non adatte a reggere, con economia di forze, l’accerchiamento cominformista e al
             contrario aperte all’invasione, erano tutti elementi che avrebbero dovuto indurre a
             una valutazione quanto mai cauta delle possibilità militari dello Stato jugoslavo.
             Non sembrava a Cappa, pur prescindendo da ogni considerazione di convenienza
             nazionalista,  che  vi  fossero  elementi  obiettivi  che  valessero  a  modificare  la
             valutazione delle possibilità militari jugoslave formulato dallo Stato Maggiore
             dell’Esercito italiano e tali da giustificare quello tanto diverso avanzato in seno
             allo SHAPE. Né sembrava al generale italiano di ravvisare elementi nuovi capaci
             di modificare, dall’oggi al domani, una situazione connaturata alla struttura, alla
             storia e alla geografia dello Stato jugoslavo. 16



             15  In realtà, almeno dal marzo 1951, si considerava la possibilità di portare le truppe italiane
                in territorio jugoslavo per migliorare la copertura e la posizione di resistenza italiana. Tale
                eventualità poteva derivare da accordi diretti o indiretti con la Jugoslavia o da segreta
                autorizzazione del comandante supremo generale Eisenhower, sebbene in quel momento le
                condizioni politico-militari per la sua attuazione risultassero del tutto inesistenti e ancora
                provocassero una decisa perplessità da parte degli alleati. Ibidem, 2/113, al Capo di S.M.
                della Difesa Roma e p.c. al Generale di Brigata Fernando moech Rappresentante mil.ital.
                presso SHAPE Parigi, seguito f. 110 R.P./Op dell’11 c.m., Collaborazione jugoslava alla
                difesa del teatro Sud Europa, f.to il Capo di S.M. dell’Esercito Cappa, 17 ottobre 1951;
                ibidem, b. 4, 1951, Comando designato di Armata, Stato Maggiore, Ufficio Operazioni, allo
                Stato Maggiore dell’Esercito-Ufficio Operazioni, n. 170/1112, riferimento foglio n. 2/885
                in data 11 marzo 1951, oggetto: Direttive per la copertura alla frontiera orientale, f.to il
                Generale di C.A. Comandante Maurizio Lazzaro de Castiglioni, Verona 21 marzo 1951.
             16  Ibidem,  b.  3/1,  n.  110/R.P./Op.,  al  Generale  Fernando  Moech  Rappresentante  Militare
                Italiano presso lo SHAPE Parigi, Roma 11 ottobre 1951; id. 2/113, al Capo di S.M. della
                Difesa Roma e p.c. al Generale di Brigata Fernando moech Rappresentante mil.ital. presso
                SHAPE Parigi, seguito f. 110 R.P./Op dell’11 c.m., Collaborazione jugoslava alla difesa
                del teatro Sud Europa, f.to il Capo di S.M. dell’Esercito Cappa, 17 ottobre 1951.
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