Page 458 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 458

458                      L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate



                le  direttrici  provenienti  dalla  regione  del  lago  Balaton,  e  adducenti  alle
                conche di Lubiana e di Zagabria, portavano a investire direttamente il fronte
                orientale italiano sulle direttrici della Sava, dell’Idria-Natisone e di Vipacco.
                Le direttrici che dall’Ungheria, dalla Romania e dalla Bulgaria sboccavano
                nella  zona  di  Belgrado  e  nel  solco  Morava-Vardar,  interessavano  nel  loro
                proseguimento attraverso Croazia-Bosnia Erzegovina-montenegro e Albania
                la costa adriatica nelle sue basi principali (Zara, Sebenico, Spalato, Cattaro).
                In  sintesi  lo  scacchiere  italiano  era  direttamente  interessato  nella  parte  più
                sensibile del fronte terrestre e direttamente minacciato lungo tutto il fronte
                marittimo, e in particolare nella zona più sensibile della penisola salentina da
                eventuali minacce partenti dall’Albania.
             -  Scacchieri  jugoslavo  e  greco.  Il  possesso  del  solco  Morava-Vardar  e
                principalmente della conca di Skopje, consentiva all’avversario l’investimento
                del fronte settentrionale greco tra il lago di Presba (Prespanko Jezero) e il
                bacino  dello  Struma,  da  dove  si  aprivano  le  maggiori  possibilità  operative
                verso l’interno della penisola greca. Le direttrici interessanti invece il tratto di
                frontiera greco-bulgara tra struma e maritza portavano a obiettivi non vitali
                per lo scacchiere greco; esse separavano agevolmente lo scacchiere greco da
                quello turco-europeo; ma potevano però essere sbarrate nel loro proseguimento
                verso l’interno della penisola sulla dorsale della penisola calcidica. in sintesi gli
                scacchieri jugoslavo e greco erano intimamente connessi dal solco jugoslavo
                Morava-Vardar, territorio che copriva lo scacchiere greco nel suo tratto più
                importante.

             -  scacchieri greco e turco-europeo. Come accennato potevano essere agevolmente
                separati da azioni avviate dalla Bulgaria tra struma e maritza e tendenti alla
                costa  dell’Egeo.  Tali  azioni,  non  facilmente  contenibili  data  la  vicinanza
                degli  obiettivi  e  l’ampiezza  del  fronte,  potevano  essere  compartimentate
                (sic) come già in parte rilevato, con lo sbarramento che attraverso la penisola
                calcidica copriva il porto di salonicco e l’interno della penisola greca e la
                copertura dello scacchiere  turco-europeo lungo il corso della  maritza. Per
                quanto  riguardava  le  azioni  che  dalla  Bulgaria  tendevano  direttamente  allo
                scacchiere turco europeo, il loro successivo sviluppo interessava: la zona degli
                stretti (Bosforo e Dardanelli); lo scacchiere greco lungo la costa dell’Egeo
                come  concorso alle  azioni  condotte  da nord.  il primo obiettivo  riguardava
                essenzialmente il Mediterraneo orientale e il Medio Oriente, data la possibilità
                di transito nella Turchia asiatica (Bosforo, ampiezza dai seicento metri ai due
                chilometri). Lo sviluppo delle operazioni lungo la costa dell’Egeo, come visto,
                non determinava invece una sostanziale minaccia per lo scacchiere greco.

                 In  sintesi,  gli  scacchieri  italiano,  jugoslavo  e  greco  formavano  un  unico
   453   454   455   456   457   458   459   460   461   462   463