Page 460 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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460 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
in tal senso, la necessità nei piani SHAPE e FTASE di assumere lo schieramento
italiano previsto in territorio jugoslavo e il momento in cui le truppe italiane
avessero superato la frontiera. L’occupazione delle posizioni montuose di Stol,
Colovrat, Jessa, Grad, Corada, in territorio jugoslavo, furono considerate quelle
più adatte da inserire nella linea difensiva italiana, qualora le relazioni politiche
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e militari con la Jugoslavia lo avessero consentito. La difesa del confine italo-
austriaco andava eseguita attraverso l’avanzata dello schieramento difensivo
italiano dal Tagliamento alla riva destra dell’Isonzo, dando particolare importanza
alla soglia Lubiana-Gorizia. Nell’ottobre del 1953, le assicurazioni verbali del
maresciallo Montgomery, che aveva conferito con Tito, sembrarono confermare
che le autorità jugoslave non si sarebbero opposte all’occupazione di alcune
posizioni in territorio jugoslavo da parte italiana. 27
Nell’incertezza di quali sarebbero stati i piani difensivi nell’eventualità di
un attacco cominformista, ciò che di vantaggioso si raggiungeva in quegli anni
tra italia e Jugoslavia era una maggiore indipendenza dalle grandi potenze nella
gestione del contrasto per Trieste, poiché nel confronto mondiale Est-Ovest la crisi
giuliana andò progressivamente perdendo la propria importanza. All’inizio degli
anni Cinquanta, le condizioni internazionali sembravano finalmente favorevoli alla
conclusione della lunga contesa confinaria (Memorandum di Londra del 5 ottobre
1954), soprattutto a causa della nuova politica di sicurezza NATO in Europa e
all’integrazione della Jugoslavia nel sistema difensivo occidentale. Risolta la
controversia territoriale, la posizione assunta dalla Jugoslavia nell’ambito del
confronto bipolare mondiale non tardò a essere apprezzata anche dall’italia:
confinare con uno Stato, seppure comunista determinato a difendere la propria
autonomia dall’Unione Sovietica, significava disporre di una certa sicurezza che
consentiva di alleviare significativamente gli oneri politici, militari e finanziari
dovuti alla posizione di confine dell’Italia sulla cortina di ferro. La Jugoslavia
presto si rivelò anche un buon partner economico e si comprende perciò come per
l’Italia essa divenne rapidamente uno dei pilastri della stabilità e della sicurezza
in Europa.
26 AUSSME, I-5, b. 6, Stato Maggiore della Difesa, 1° Reparto – Sezione Operazioni, prot.
n. 112032, allo Stato Maggiore Esercito Ufficio Operazioni Roma, oggetto: occupazione
della linea dell’Isonzo in territorio jugoslavo, f.to il Capo di S.M. della Difesa E. Marras,
Roma 28 ottobre 1953.
27 Ibidem, Comando Forze Terrestri Alleate Sud Europa, Stato Maggiore Ufficio Operazioni,
prot. n. 174/3/SS/R.P., a S.E. il Gen. di C. d’A. Efisio Marras Capo di Stato Maggiore della
Difesa Roma, oggetto: occupazione delle posizioni della linea dell’isonzo in territorio
jugoslavo, f.to il Generale di C.d’A. Comandante E.G. Frattini, Verona 6 ottobre 1953;
ibidem, b. 7, Allo Stato Maggiore della Difesa, 1° Rep. Sez. Op. Roma, 2/2320/Op.,
Occupazione della linea dell’Isonzo in territorio jugoslavo, 21 novembre 1953.

