Page 465 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Workshop giovani ricercatori                                        465



             pera italiana. L’idea di veder sfumare l’apporto di 155 mila uomini, perdere le loro
             braccia, avrebbe significato per l’economia agricola inglese un durissimo colpo.
                Pertanto vista l’importanza degli interessi in gioco, la discussione relativa alla
             modifica del loro status, fu subito molto accesa, ed eventualmente, sarebbe dovuta
             nascere dall’accordo tra i governi alleati e Badoglio. Churchill si dimostrava fa-
             vorevole ad un cambiamento dello status a patto che gli ex nemici continuassero a
             lavorare, e tutti coloro che avessero rifiutato di essere impiegati, sarebbero rimasti
             prigionieri di guerra. Ma a queste condizioni praticamente gli italiani avrebbero
             sì, lavorato al fianco degli alleati, perdendo la denominazione di P.o.W (7), ma
             lo sarebbero rimasti tali di fatto e avrebbero perso anche tutte le garanzie della
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             Convenzione di Ginevra .
                Questo era il fulcro della questione per gli inglesi: superare le limitazioni di
             Ginevra, che finora avevano impedito di impiegare i prigionieri in occupazioni at-
             tinenti alla guerra, ma che con il cambiamento dello status degli stessi, sarebbero
             decadute e avrebbero lasciato libero spazio agli inglesi.
                Tuttavia, per superare le limitazioni imposte da Ginevra, era necessario un as-
             senso formale di Badoglio; a differenza degli inglesi, gli americani lavorarono su
             questo punto: nell’ottobre del 1943 il Generale Eisenhower chiese a Badoglio di
             poter utilizzare i prigionieri italiani in Nord Africa, per “servizi non di combatti-
             mento connessi con lo sforzo bellico alleato”, e due giorni dopo Badoglio diede il
             suo assenso, e questo assenso altro non fu che la concretizzazione di quanto sup-
             posto alla stipula dell’armistizio, ossia la convinzione che prima o poi gli italiani
             si sarebbero affiancati agli Alleati in guerra.
                Gli americani, avendo a questo punto riconosciuto agli italiani il ruolo di co-
             belligeranza, si dimostravano più propensi, per senso logico, al cambiamento del-
             lo status dei prigionieri, che tali non potevano più essere considerati.
                L’unica soluzione concepita dagli inglesi invece, era che il governo italiano
             accettasse di far rimanere prigionieri gli italiani detenuti, mentre questi collabo-
             ravano con loro anche in occupazioni belliche, essendo ora non più sottoponibili
             alla Convenzione di Ginevra. Queste erano le condizioni a cui avevano deciso di
             sottoporre l’assenso di Badoglio.
                Questa differente ottica tra gli alleati anglo americani li portò a procedere in
             maniera separata sulla questione.
                Il governo americano stipulò con gli italiani un accordo secondo il quale i
             prigionieri detenuti negli States sarebbero stati “prigionieri che godevano di par-
             ticolari privilegi”.


             7  P.o.W. ovvero Prisoners of War, forma abbreviata utilizzata nella documentazione militare
                inglese, il cui anagramma Wop, simboleggiava, con un termine difficilmente traducibile
                nella nostra lingua, “ italiano” in senso dispregiativo, “guappo” ed era assimilato all’e-
                spressione  without papers/passport, persona senza documenti.
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