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456 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
SHAPE sull’importanza della collaborazione militare jugoslava alla difesa del
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teatro sud europeo. il Generale marras rimaneva fermo nell’opinione che il
concorso jugoslavo non avrebbe alleggerito in maniera sostanziale un’offensiva
nemica contro la frontiera orientale italiana. i rappresentanti italiani presso lo
sHAPE avrebbero dovuto insistere sulla funzione che realisticamente avrebbe
potuto assolvere la Jugoslavia, tenuto preciso conto della sua consistenza politico-
militare e della scarsa efficienza del suo esercito, poco idoneo ad opporsi ad azioni
organizzate in grande stile. Marras ribadiva inoltre l’impossibilità della difesa
a oltranza delle frontiere jugoslave, che avrebbe assorbito forze difficilmente
disponibili in quantità e qualità, e soprattutto potenzialmente sottratte alla difesa
del settore centrale. In caso d’attacco, una Jugoslavia rapidamente schierata a
difesa del “ridotto montano” balcanico – concludeva Marras –, avrebbe consentito
di massimizzare il concorso dell’esercito jugoslavo, rendendolo un organismo
leggero idoneo per la guerra in montagna. Per quanto riguardava l’Italia, non era
possibile pensare a eccessivi spostamenti della linea principale di difesa verso est
e a un conseguente impiego delle forze italiane fuori del territorio nazionale in
uno schieramento comune italo-jugoslavo ribadito quanto mai innaturale e grave
di incognite. 21
In definitiva, nonostante l’inevitabile opposizione dei vertici militari italiani
alla collaborazione dell’Alleanza Atlantica con la Jugoslavia, iniziava a delinearsi
una concreta possibilità d’integrazione del sistema difensivo occidentale con le
forze jugoslave e i comandi italiani furono ineluttabilmente costretti ad agire
di conseguenza. Da parte italiana era forte la necessità di non compromettere
le relazioni con i comandi alleati e al tempo stesso comprendere come questi
prevedessero di coordinare l’azione difensiva in Austria o quella con gli jugoslavi,
qualora fosse effettivamente decisa la saldatura della NATO con quest’ultimi.
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Anche gli studi di SMD iniziarono quindi a considerare il congiungimento in
un unico fronte operativo della frontiera italo-jugoslava. A tal proposito il 20
novembre la Sezione 2 dell’Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore della Difesa
descriveva in modo più dettagliato le relazioni di interdipendenza tra gli scacchieri
20 Ibidem, Stato Maggiore della Difesa, 2° Reparto – 3^ Sezione, prot. n. 35035, al Generale
Enrico Frattini Capo Missione Militare Italiana Washington, al Generale Fernando Moech
Capo Ufficio Collegamento Italiano presso SHAPE Parigi, oggetto: Collaborazione
jugoslava alla difesa del Teatro Sud Europa, f.to il Capo di S.M. della Difesa Marras,
P.C.C. il Capo del 2° Reparto Colonnello in s.S.M. (E.C. Fallaci-Bastianini), Roma 6
novembre 1951.
21 ibidem.
22 Ibidem, Stato Maggiore della Difesa, 2° Reparto – 3^ Sezione, prot. n. 35638, al Capo di
S.M. dell’Esercito Roma e p.c. al Comandante Forze Terrestri Sud Europa Verona, oggetto:
Andamento della linea azzurra, f.to il Capo di S.M. della Difesa E. Marras, Roma 21
dicembre 1951.

