Page 479 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 479
Workshop giovani ricercatori 479
Enrico Fermi ed Emilio Segre, due dei
“padri” dell’atomica .
Prima di procedere era tuttavia ne-
cessario scongiurare l’eventualità che il
Trattato di Pace che si stava negoziando
in quegli anni vietasse all’Italia in modo
permanente di effettuare ricerche sulle
applicazioni pacifiche dell’energia nu-
cleare. Ci si chiedeva allora se lo sfrutta-
mento pacifico dell’energia atomica, che
era stata pur sempre l’arma dei vincitori
della guerra, fosse un’attività consentita
all’Italia, paese sconfitto.
Le potenze vincitrici che proprio allo-
ra iniziavano le discussioni sul trattato di
pace con l’Italia, non ritennero tuttavia di
dover allargare anche all’ambito econo- Mario Silvestri
mico e scientifico le limitazioni imposte
17
all’italia nel campo della ricerca militare .
Vi erano dunque tutte le premesse per procedere all’istituzione nel 1946 del
CISE (Centro Informazioni Studi Esperienze), che diede inizio alla ricerca nucle-
are applicata in Italia e nel quale Mario Silvestri assunse la direzione del labora-
torio di Ingegneria Nucleare. Il CISE nacque su impulso di un gruppo di società
private: la Montedison (chimica), la Fiat (meccanica), la Edison e la Sade (elettri-
che), alle quali si aggiunsero ben presto industrie pubbliche come la Cogne e la
Terni (acciai). silvestri aveva compreso l’importanza che la nuova fonte energeti-
ca poteva avere per un paese come l’Italia, che aveva allora già largamente attinto
alle risorse idroelettriche, mentre era quasi privo — ed allora in modo particolare
— di fonti energetiche tradizionali quali carbone e petrolio. Nel 1952, nacque (su
decreto del Presidente del Consiglio del 26 giugno) il primo ente di Stato le cui
finalità erano le ricerche in campo energetico ed in particolare in campo nucleare:
il Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari (CNRN) che negli anni Sessanta
17 Il trattato era oggetto dei negoziati iniziati a Parigi nel luglio 1946. L’Articolo 51 di quello
che sarà il Trattato di Parigi del 1947 proibì quindi all’Italia gli studi, gli esperimenti e la
costruzione di proiettili razzo e torpedini radiocomandate, ma tacque sull’energia nucleare.
Art. 51. Trattato di Parigi 1947: L’Italia non dovrà possedere costruire o sperimentare:
alcuna arma atomica, alcun proiettile ad auto-propulsione o guidato, o alcun dispositivo
impiegato per il lancio di tali proiettili (salvo le torpedini o dispositivi di lancio di torpedini
facenti parte dell’armamento normale del naviglio autorizzato dal presente Trattato),alcun
cannone di una portata superiore ai 30 chilometri ,mine marine o torpedini di tipo non a
percussione azionate mediante meccanismo ad influenza, alcuna torpedine umana.

