Page 474 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             del New Jersey e la Royal Dutch-shell .
                Nella del secondo dopoguerra , la mancanza di giacimenti di petrolio e carbone
             sul suolo nazionale sfavoriva dunque il paese rispetto ai produttori europei, tra-
             ducendosi in un pesante limite per il suo coerente sviluppo economico: disporre
             di grandi quantità di fonti energetiche avrebbe significato per l’Italia evitare le
             conseguenze prolungate della guerra sull’economia del Paese.
                In questa situazione, fu decisiva l’azione di una delle maggiori personalità del
             dopoguerra italiano: Enrico Mattei, colui che sostenne più di ogni altro la necessi-
             tà  per l’Italia di avere una propria politica energetica nazionale.
                Enrico Mattei nasce ad Acqualagna in provincia di Pesaro nel 1906, e sin da
             giovane  aveva espresso il suo forte spirito d’impresa creando una società di di-
             mensioni modeste per la miscela di oli vegetali e minerali, l’Industria Chimica
             Lombarda, guadagnatasi presto una notevole reputazione nell’ambito imprendi-
             toriale. Durante la lotta di liberazione, Mattei svolse un importante ruolo orga-
             nizzativo al vertice del CLN quale esponente della Democrazia Cristiana e capo
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             riconosciuto delle formazioni partigiane cattoliche .
                Proprio nell’ambito delle organizzazioni resistenziali, ancora durante la guerra
             venne costituita nel 1944 la Commissione centrale economica del Comitato di
             Liberazione Alta Italia ( CLNAI) , che si insediò ufficialmente il 5 febbraio 1945
             con lo scopo di decidere della sorte delle aziende e degli enti economici controllati
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             dallo stato . La Commissione nominò Mattei Commissario incaricato per la liqui-
             dazione dell’Agip  che dalla sua nascita, non aveva conseguito grandi risultati ed
             era rimasta esclusa dall’”Olimpo” delle più grandi compagnie petrolifere .
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                Nonostante le carenze dell’Agip, Mattei non aveva alcuna intenzione di liqui-
             dare l’azienda, fermamente convinto che l’Italia dovesse conseguire una politica
             di autonomia energetica che potesse riscattarla dalla posizione di potenza scon-
             fitta .
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                Nell’estate del 1945, appena assunto l’incarico, Mattei scrisse al Presidente del
             Consiglio Ferruccio Parri che «l’Agip deve essere salvata». La chiusura della so-

             3  CARLO MARIA LOMARTIRE. Mattei. Storia dell’italiano che sfidò i signori del petrolio.
                Milano, Mondadori, 2006,  p. 105.
             4  G. BOCCA, Storia dell’Italia partigiana, Milano, Feltrinelli, 2002, p. 352.
             5  Verbale della riunione di insediamento della Commissione centrale economica per l’Alta
                Italia del 5 febbraio 1945.
             6  A questo proposito vedi: M. CANALI, Mussolini e il petrolio iracheno, Torino, Einaudi,
                2007; M. PIZZIGALLO, Alle origini della politica petrolifera italiana (1920-25), Roma,
                Giuffrè, 1981, e dello stesso autore L’Agip degli anni ruggenti, Roma, Giuffrè, 1984..
             7  Mattei era convinto che all’Italia spettasse, nonostante la sconfitta nella guerra, un posto
                fra le principali democrazie dell’Occidente, e che per questo fosse indispensabile dotare la
                nazione di un sistema economico solido e indipendente dai capitali stranieri. U. BERTONE,
                Capitalisti d’Italia, pp. 79-80. Cfr. E. MATTEI, Scritti e discorsi, Milano, Rizzoli, 2012.
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