Page 473 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Workshop giovani ricercatori                                        473



             La politica energetica dell’Italia
             nel secondo Dopoguerra



             lilian Monteiro




                   lla fine della Seconda Guerra Mondiale l’Italia aveva subìto danni signi-
             A ficativi alle sue industrie, ma soprattutto al settore dei trasporti e delle co-
             municazioni, mentre nell’agricoltura, la produttività, soprattutto cerealicola, era
             molto calata rispetto all’anteguerra e non bastava nemmeno a coprire le necessità
                               1
             alimentari del paese .  Il secondo dopoguerra non tardò dunque a palesare i primi
             difficili problemi della ricostruzione, soprattutto nel campo economico.
                Fin dalla fine della Grande Guerra, lo Stato italiano aveva avuto, nella gerar-
             chia delle potenze più influenti a livello internazionale, una posizione di rilievo,
             ma nel panorama dei nuovi  assetti politici che si stavano delineando dopo il 1945,
             le difficoltà della ricostruzione rischiavano di compromettere la posizione dell’I-
             talia . Bisognava dunque arrivare in fretta ad una ripresa economica, facilitata
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             fortunatamente dai danni parziali subiti dagli apparati industriale del Nord.
                La dipendenza italiana dalle importazioni straniere  e una politica economica
             molto debole per il mercato internazionalie avevano già  influito negativamen-
             te  in  passato,    sulle  condizioni  dell’economia  italiana.  Già  nell’Italia  fascista,
             mussolini aveva appoggiato  le iniziative governative indirizzate verso il settore
             energetico, quali la costituzione della SADE ( Società Adriatica  di Elettricità) e
             dell’AGIP ( Azienda Generale Italiana Petroli), con il   compito primario di garan-
             tire una certa autonomia del Paese in campo petrolifero promuovendo  la ricerca
             e la produzione di oli combustibili e gas, sia in patria che all’estero, e di affinare
             e vendere prodotti petroliferi sul mercato domestico allora dominato dal duopolio
             di SIAP e NAFTA, le filiali italiane delle due potenti multinazionali Standard Oil




             1  si pensi che l’italia era un paese prevalentemente agricolo. Gravi danni all’agricoltura
                significarono allora una profonda mutilazione economica.
             2  Dopo la liberazione era assai forte l’influenza americana nel Paese. Dal 1948 al 1951 l’Italia
                poté beneficiare degli aiuti del Piano Marshall per 1470 milioni di dollari, e buona parte
                degli aiuti venne impiegata per il ripristino degli stabilimenti e per l’acquisto di attrezzature
                industriali  per  i  principali  settori  della  siderurgia;  meccanica;  elettricità;  industria
                automobilistica e petrolchimica. U. BERTONE, Capitalisti d’italia, Milano, Boroli, 2005,
                p. 54. Per un quadro generale dell’attuazione del Piano Marshall vedi: D. ELLWOOD,
                l’europa ricostruita, Bologna, Il Mulino, 1994; e F. FAURI, Il Piano Marshall e l’Italia,
                Bologna Il Mulino, 2010.
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